Ferragosto con Kid Slam!


Cari trashini,
la TrashCup si prende qualche giorno di vacanza per il mese d’agosto. Ma questo non vuol dire che ci fermiamo. Anzi vi facciamo un bel regalo.
Poco più di un anno fa, al termine degli ottavi di finale della TrashCup 2010, dedicammo un post al rapper napoletano (di Afragola, per la precisione) Kid Slam, che potete rileggere qui . Nello stesso post, promettemmo anche un’intervista al rapper, intervista che è stata realizzata ed è il regalo per voi lettori.
Per chi ha la memoria corta e/o si sfranteca i coglioni di cliccare sul link sopra, forniamo nuovamente una breve presentazione del personaggio in questione.
Kid Slam è un rapper indipendente e non ha una casa discografica alle spalle. Il suo punto di riferimento principale è il M.E.R.D.A. PROD, un entourage di rapper della provincia di Napoli. Spiega Kid a TrashCup: “ La sigla sta per Mentalità Evoluta Rap Different’Arzano ” – dove Arzano è un comune del napoletano, quello di “Io speriamo che me la cavo”, tanto per intenderci – “ e credo che si sposi bene con il rap, perché la merda (senza acronimo) è proprio quella che vogliamo denunciare.
Infatti Kid Slam è un fotografo della realtà della provincia di Napoli, di cui si dichiara pronto a “schiaffeggiare”, a suon di versi e rime, tutto ciò che non va. Non a caso il nome Kid Slam si traduce in italiano con “Ragazzo Schiaffo”. È ovvio che il contesto in cui vive il rapper ha influenzato fortemente la sua produzione, e non solo per quanto riguarda la scelta della lingua (che nella stragrande maggioranza dei casi è il dialetto napoletano, anche se sono utilizzati anche l’italiano e l’inglese), ma anche e soprattutto per quanta riguarda gli argomenti affrontati. Del resto, è lo stesso Kid Slam a dire: “Se fossi nato a Varese, avrei sicuramente scritto testi differenti, perché lì avrei riscontrato differenti problematiche”.
Ed ecco allora che emerge un mondo fatto di imbrogli, violenze, Camorra, bulli, malgoverno, corse clandestine, zoccolette (e non ci riferiamo certo ai topi) e malgoverno. L’altra volta vi proponemmo “Muccusex”, il brano di Kid Slam più famoso, in cui duetta con Uomodisu, forse l’esponente più esperto del M.E.R.D.A. PROD. Il rap si scaglia, con un atteggiamento assolutamente maschilista e con un linguaggio assolutamente triviale, contro le ragazzine (etichettate col termine dispregiativo “muccuse”, ovvero mocciose) che vogliono fare le donne facili nonostante la loro età non glielo permetta. TrashCup ha pubblicato un video con sottotitoli in italiano del pezzo: alla scurrilità del linguaggio originale, sono stati sovrapposti sottotitoli barocchi, creando un contrasto che pare abbia funzionato. Il video ha ricevuto poco meno di diecimila visualizzazioni in un anno, 10 “mi piace” ed il commento positivo dello stesso Kid Slam: “ hahahahahahaahahahhhahh questa vostra traduzione ben curata ha fatto si che abbia potuto godere come un mandrillo malfamato dell’Indonesia del Sud …..hahaah big !!! ”. Onorati di ciò, ve lo riproponiamo.



Ad ogni modo, sarebbe delittuoso etichettare Kid Slam come “quello di Muccusex”. È un po’ come ricordare Rino Gaetano solo per “Gianna”, cioè per il suo pezzo più divertente.
Vediamo invece un po’ di critica sociale rap. Premettiamo che si tratta di una critica sociale vera, diretta, con nomi e cognomi, da cui emergono una rabbia ed un disagio autentici. Non parliamo quindi della retorica del generico “va tutto male”, che oggi va di moda, sia nel rap che nella musica leggera, per far vedere che si è alternativi, ma che poi stringi stringi è vacua.
Vi propongo un gioco. Ascoltate in successione “In Italia” di Fabri Fibra, “L’Italia” di Marco Masini, “Il mondo piange” di Irene Fornaciari e “La nazione che non c’è” di Kid Slam. Dopo dite dove il messaggio appare più chiaro, meno retorico e più coraggioso. Noi di TrashCup non abbiamo dubbi.



Ed ora la parte più interessante dell’intervista. Da parte di un denunciatore come Kid Slam, ci aspettiamo che versi e videoclip procedano sempre in questa direzione. Tuttavia a volte c’è l’impressione che in realtà Kid Slam vada in senso contrario, esaltando la violenza e la Camorra. Per ogni apparente contraddizione, leggiamo la risposta di Kid Slam.
Da “Ultras”: “Ultras, sì acchiappo ‘nu nemico ‘a capa ‘o scass”, “Schifammo finanza, polizia e carabinieri”, “Quanno jammo a fa ‘e trasferte ‘anna chiammà l’esercito”.
Il rap non è solo denunciare o fantasticare su determinati argomenti, ma anche citare e descrivere la realtà in cui si vive pur non volendola accettare. Se ho cantato che un ultras ‘scassa ‘a capa’ a qualcuno, vuol dire che è realmente accaduto. Non credo di aver mai visto un tifoso napoletano scambiarsi le rose con un tifoso veronese.
Da “Illusioni della vita”: “E allora si decido che aggia votà a coccheduno: pe’ sindaco Di Lauro e pe’ assessore Moccia Bruno.” I due personaggi citati sono stati condannati per Camorra.
Temo di aver capito nella vita (avendo vissuto a Secondigliano ed altri paesi dell’hinterland napoletano) che il camorrista non è il narcotrafficante, ma un determinato personaggio che ricopre un ruolo nel sistema governativo che gli consente immunità (anche fisica, cosa secondo me sbagliata), libertà di agire indisturbati da chiunque (rubare soldi dei cittadini, creare leggi ad personam, aumentare tasse a piacimento), e lusso di vivere con stipendi esorbitanti, offendendo la laboriosità dei cittadini onesti. Chiedo scusa, ma se chi mi governa vieta la vendita di droga, quando è il primo a farne uso, chi è il camorrista in questo caso? Se le istituzioni vendono a ditte private parte del nostro suolo pubblico, consentendo loro di ricavarne strisce blu a pagamento, quando noi cittadini il parcheggio del veicolo lo paghiamo già nel rinnovo del libretto di circolazione, chi è il camorrista in questo caso? Ma se io pago una prostituta e mi faccio la galera, mentre un parlamentare paga una escort e non viene arrestato perché protetto dall’immunità, chi è il camorrista in questo caso? Ma se io non pago una multa di 70 euro e dopo tre anni l’Equitalia mi pignora la casa perché la multa sale a mille e una notte, che differenza c’è tra loro ed un camorrista che chiede il pizzo? Popolo italiano, ma quando cazzo volete svegliarvi?
Nel videoclip di “Pasticciotti ‘e ccà bascio”, si vede Kid Slam che carica una pistola.
Voglio lanciare il messaggio che una spada si combatte con un’altra spada. Il “porgi l’altra guancia” per me è una stronzata abissale. Gesù, per porgere l’altra guancia, vir che l’hanno cumbinato!

La parte finale dell’intervista verte sulla sola musica. Cosa ascolta Kid Slam, oltre il rap?
Michael Jackson, Queen, Deep Purple, Jimi Hendrix, Offspring, Adriano Celentano, Zucchero, Fabri Fibra, Umberto Tozzi, Lucio Battisti, Claudio Baglioni. Insomma, di tutto, di più.
Che ne pensa Kid Slam dei cantanti neomelodici?
Tanti per me non sono credibili. O magari non rispecchiano la stessa vita che vedo io a Napoli. O magari non è un genere che ascolto. Sono altri gli artisti napoletani che preferisco: Enzo Avitabile, Pino Daniele, Napoli Centrale, Gigi Finizio e Nino D’Angelo. Tra quelli divertenti, apprezzo gli Squallor, che, nella loro volgarità, cantano in fin dei conti delle poesie ed esprimono concetti di vita veri e propri: apprezzo in particolare Daniele Pace e Toto Savio, membri di quel gruppo.
Nella TrashCup 2011 sono rimasti in gara Eva Henger, Solange, Wanna Marchi e Sheila & Kiki. Chi vincerà?
Non conosco nessuno dei quattro artisti, quindi non posso esprimere opinioni. ”.

Voi che invece li conoscete, certo che potete. Ci ritroviamo su questi lidi il 25 agosto per il prosieguo della gara!

Stay tuned!

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Pubblicato 14 agosto 2011 da trashcup in Senza categoria

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