Archivio per febbraio 2011

8ª sfida: Il ricordo di chi non c’è più



Da “Napoli” arriva Cinzia Oscar, cantante esplosa a metà anni Novanta col tormentone “Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria”. La canzone, che parla di una donna lasciata, è una delle più allegre della sua discografia, nella quale, tra figli morti e mogli picchiate dai mariti, c’è ben poco da ridere. Cinzia vanta eccellenti collaborazioni, come l’ex coreografo Mario Guida ed i cantanti Nino D’Auria ed Enzo Caradonna. Se fosse un personaggio nazionale, la sua vita privata sarebbe continuamente sulle riviste di gossip. Infatti lei si sposa ed ha un figlio dal collega Franco Calone. Ma la storia non dura molto, perché Franco passa ad un’altra neomelodica, Silvia Corato, e anche da questa ha un figlio. L’epilogo della storia è che le due donne, il marito comune ed i figli scrivono e rappresentano una commedia teatrale in cui inscenano la loro storia: prossime tappe Agnano, Torre Annunziata ed Afragola.
Comunque, prima che accadesse tutto questo, Cinzia Oscar cantava “Il motorino”. Stiamo a fine millennio, e Cinzia, con una recitazione da Oscar (perdonatemela…), interpreta il ruolo di una madre apprensiva. La storia è la seguente. Il figlio della Oscar vuole a tutti costi un motorino come regalo di compleanno. La madre è contraria, in quanto preoccupata per gli eventuali pericoli che questo gesto potrebbe portare, ma alla fine cede ed accontenta il figlio. Il ragazzo ringrazia, sale sul motorino e neanche il tempo di uscire di casa che muore sotto un’automobile. La notizia viene data a reti unificate su tutti i TG (e ci credo, è il figlio di Cinzia Oscar!), tra l’altro tutti condotti da giornalisti con spiccato accento partenopeo. La canzone a questo punto non evolve più, ed il ritornello viene ripetuto ad libitum ma con toni sempre più tragici che sfociano nella commozione finale della madre. E tutti piansero.




“La solitudine è la malattia più grande, e noi non dobbiamo essere soli ma con Solange”. È una perla tratta dal sito del rappresentante del “Resto d’Italia”: Paolo Bucinelli alias Solange. La TV lo ha consacrato al successo con il “Buona Domenica” di Maurizio Costanzo, dove regalava momenti di grande emozione, leggendo le mani e declamando poesie. È anche attore: nel film “Matrimonio alle Bahamas”, è protagonista di un divertentissimo cameo di un minuto e mezzo con Massimo Boldi. Ma noi di TrashCup preferiamo il Solange cantante: secondo classificato nel 2009 con “Sole Solange” e Premio della Critica nel 2010 con “Palline colorate”. Ha aperto ultimamente il sito http://www.solesolange.it, dove invita ad inviare “la fotocopia del piede e della mano, unendo 3 numeri da 1 a 10” per sapere amore, fortuna e lavoro. Adesso resta da capire come si fa la fotocopia di un piede, ma soprattutto che vuol dire “unire 3 numeri da 1 a 10”.
Questa settimana ascoltiamo il singolo di debutto di Solange. Siamo nel 1983 e Solange è presumibilmente ancora etero, visto che “Angela angelo” è una lettera d’amore ad una donna. Le liriche sono declamate con stucchevole enfasi su una base che il Trio Lescano avrebbe trovato vecchia. Paolo è innamorato di Angela, colpito dal suo profumo “di Sole, di sabbia (che profumo hanno il Sole e la sabbia?), d’amore, d’amore … (suspence) d’amore” (la suspense arricchisce il verso) e la ascolta come “uno strano automa”. Ma accade il peggio: una moto investe Angela, la fa cadere in un burrone e Solange spaventato fugge, lasciando il cadavere lambito dalle onde del mare. Una moto, un burrone e il mare. Domanda: dove cazzo stavano? Indimenticabile, poi, il finale della lettera: “c’attaccherò il francobollo della fantasia e la imbucherò nella cassetta dei sogni”. Che shock deve essere stata questa vicenda!



Sta a voi adesso decidere se volete continuare a commemorare il figlio di Cinzia Oscar o Angela, la donna di Solange.

Per guadagnare punti per il concorso mp3sh (vedi regolamento…) lasciare, oltre al voto, un commento a sostegno di uno dei due sfidanti o un’analisi sulla sfida.

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Pubblicato 26 febbraio 2011 da trashcup in Senza categoria

Risultato 7ª sfida


Voti Totali: 3

FRANCESCO E ROBY FACCHINETTI 67%

RINO CHIANGIANO, VALENTINO E LA PICCOLA ANNA 33%

Pubblicato 26 febbraio 2011 da trashcup in Senza categoria

7ª sfida: Il padre




I rappresentanti della squadra “Napoli” di questa sfida non hanno più bisogno di presentazioni, visto che stanno alla TrashCup come Albano a Sanremo. La Piccola Anna ha vinto la TrashCup 2009 e la SuperTrashCup 2010 con la sua hit “Gigino o Bello”. Alla scorsa TrashCup, invece, accompagnata da Rino Chiangiano e da Valentino nel brano “’Na brutta storia”, si è riconfermata con un ottimo terzo posto. Anche quest’anno riproponiamo il tridente. La Piccola Anna e Valentino sono fratelli sia nella vita che nella musica, anche se adesso la coppia si è sciolta, visto che Valentino se ne è andato a faticare al Nord. Senza il fratello maggiore, anche la Piccola Anna ha deciso di appendere il microfono al chiodo. È invece ancora nel pieno della sua attività Rino Chiangiano, apprezzato cantante e manager di neomelodici baby, che continua a scoprire nuove promesse musicali, andandole a pescare nei carceri minorili.
“Te ringrazio papà” è sulla stessa falsariga di “’Na brutta storia”. Personaggi ed interpreti sono i medesimi: Valentino e la Piccola Anna sono i figli, Rino Chiangiano il padre, la madre è menzionata ogni cinque secondi ma non ha voce in capitolo. Siamo di fronte alla canzone-manifesto della famiglia patriarcale. Il brano parte con il rammarico di Anna nei confronti del padre, che ha picchiato il fratello fino al punto di non farlo camminare più. La difesa di Chiangiano è che l’ha fatto per il suo bene, visto che si drogava, ritardava la notte e soprattutto “faceva piglià collera a mammà”. E difatti, il mazziatone fa redimere Valentino che ringrazia il padre per averlo mantenuto “bravo guaglione”. E promette alla sorella di trovarsi un lavoro. Anna, commossa, ci tiene a sottolineare che lei è “’a cchiù piccerella” e ricorda quando giocava col fratello alla “pleistesce”.



Anche per il “Resto d’Italia” abbiamo un duetto in famiglia, per la precisione la famiglia Facchinetti: Francesco e Roby Facchinetti, ovvero la risposta lombarda a Roberto Stallone e Zuccherino. Roby (Camillo all’anagrafe, ma Roby fa più figo) è un pilastro dei Pooh, all’epoca uno dei gruppi preferiti da Mosè, nonché l’unica band al mondo che vende dischi postumi anche da vivi. Nel brano che permise ai Pooh di vincere a Sanremo, Roby intonava il verso “Dio delle cittuuààà”. Francesco è stato un militante di “Comunione e Liberazione”, finché Cecchetto non ha scoperto le sue indubbie doti canore. Col nome di DJ Francesco, ha inciso singoli di indiscusso valore, come “La canzone del capitano” e il raffinato doppio senso de “La mia polka”. Poi ha abbandonato il suo pigmaliome per scrivere canzoni più intimiste ed impegnate. Da lì all’abbandono della musica, il passo è breve. E così oggi il piccolo Facchinetti è conduttore TV.
Nel 2007, Pippo Baudo ha la geniale idea di portare al Festival l’accoppiata Roby-Francesco: un siparietto, in cui il padre consiglia al figlio come condurre la vita, fa più tenerezza dei cuccioli di foca e l’effetto-lacrimuccia è assicurato. Infatti i due si classificano ottavi, nonostante l’intonazione di Francesco non sia esattamente quella di Claudio Villa. Il testo è ricercato come un film di Moccia: Roby consiglia a Francesco di non guardarsi indietro e di non avere fretta a crescere, ma la cosa più importante è di vivere normalmente. Appunto: vivere normalmente, ma i Facchinetti, facendosi beffe della lingua italiana, cantano ed intitolano il brano “Vivere normale”. Il verso più emblematico della canzone è “un cuore che batte a seicento all’ora”. Roby e Francesco vorrebbero intendere un cuore che batte forte, ma in realtà seicento battiti all’ora sono dieci battiti al minuto: la frequenza tipica dei moribondi. O dei Pooh.



Il ruolo del padre è fondamentale per la famiglia. Voi trashini quale modello volete portare avanti? Vi sentite Piccola Anna e Valentino e vorreste un padre come Chiangiano o vi sentite Francesco e vorreste un padre come Roby?

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Pubblicato 20 febbraio 2011 da trashcup in Senza categoria

Risultato 6ª sfida


Voti Totali: 7

TINA SACCO 57%

MAURO REPETTO 43%

Pubblicato 18 febbraio 2011 da trashcup in Senza categoria

6ª sfida: L’invettiva contro la donna




Un volto nuovo per la squadra “Napoli” ed è quello di Tina Sacco. Stiamo parlando di una delle cantanti con maggior eleganza, fascino, raffinatezza e savoir faire probabilmente di tutta la storia. Artista giovane ma navigata, la Sacco è la cantante della gelosia. Questo è infatti il leit motiv di tutta la sua produzione, dove la gelosia si manifesta in tutti i suoi aspetti ed insieme a qualsiasi tema legato ad essa: tradimenti, amiche malfidate, disperazione dei figli. Tina è praticamente una Menelao dei giorni nostri, pronta a combattere contro l’Achille di turno: ciononostante è lei la vera Pelide, la gloriosa guerriera, capace di uscire vittoriosa da ogni confronto. E in più non ha talloni. Di recente Tina Sacco è tornata alla ribalta grazie ad un duetto con l’umidifica-ragazzine Alessio, che abbiamo già avuto modo di apprezzare nella sua collaborazione con i Sciosciammocca: un’altra illustre collaborazione per il giovin cantante.
Noi invece proponiamo “Nun fa ‘a scema”, brano storico da un videoclip che definirei epico, sia per la raffigurazione delle gesta belliche che per la durata di oltre sette minuti. La scena iniziale illustra l’antefatto: Tina invita a casa con una scusa la sua migliore amica, colpevole (come viene spiegato con garbo dalla Sacco) di guardare suo marito. Nonostante l’invito alla calma da parte di due signore la cui identità sfugge, all’arrivo dell’amica entriamo sì nella canzone ma soprattutto nel wrestling più puro: spintoni, schiaffi, frasi ad effetto (“maritemo […] dint’’o lietto fa chello che piace a me!”), uso di armi improprie (scacciamosche e cuscini), aumento a dismisura delle persone coinvolte. John Cena al confronto è un dilettante. Minuti finali dedicati al “becstesce” (con tanto di ringraziamento “alle ragazza immaggini” e dedica a Gennaro), dove viene fuori che in realtà la Sacco ha recitato ben poco.



Quelli della mia generazione, e anche un po’ più grandi, hanno tutti sognato di andare in discoteca a ballare come Mauro Repetto. Lo ricordate? A metà anni Novanta esplose il fenomeno 883. Erano in due: uno era Max Pezzali, ancora magro e coi capelli, e l’altro era chi questa settimana rappresenta il “Resto d’Italia”. Mauro era quello che si preoccupava di mettere le male parole nei testi non ancora mielosi degli 883 e soprattutto di farsi prendere per il culo da chi non capiva il suo modo di ballare. Dopo due album col duo, Repetto abbandona il successo per dedicarsi alla sua grande passione: il cinema. Va negli U.S.A., ci rimette 20000 dollari, ritorna in Italia e chiude con il cinema. Riprende con la musica: un album da solista dal titolo “Zucchero filato nero” è sufficiente per scaraventarlo via anche da questo mondo. Da allora, Mauro lavora come animatore a Disneyland, dove veste i panni dell’orso Baloo.
Dal suo CD, andiamo a pescare “Ma mi caghi?”, un pezzo dalla durata di quattro minuti e mezzo, di cui il primo se ne va in un assolo di sax, che pare quasi voglia preannunciare qualcosa di buono, mentre nei 90 secondi finali il verso-urlo “Ma mi caghiiiiiiiiiii? Non mi caghi mai!” si ripete fino a far venire all’ascoltatore istinti omicidi. Nei due minuti restanti, Repetto avrebbe anche potuto recitare tutta la Divina Commedia, visto che il numero di parole proferite al secondo tende ad infinito. In pratica, l’ex 883 tampina una tipa che non lo caga. C’è da capire perché Mauro sia così attratto da una donna che potrebbe essere stata creata da Dario Argento, visto che, nel marasma generale dei versi, si ode un “puzzi di pesce forse boh” e “di marmellata e sciolina sei cosparsa”. Tra le strofe scioglilingua, i commenti della donna-horror (alla quale diamo la nostra solidarietà) tra cui “È un bel tipo, però è un cesso!”.



Storicamente contro le donne c’è sempre stato qualcosa da dire. Ma voi contro chi volete inveire ancora? Contro colei che vuole rubare il marito a Tina Sacco o contro quella che non vuole considerare Mauro Repetto?

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Pubblicato 11 febbraio 2011 da trashcup in Senza categoria

Risultato 5ª sfida


Voti Totali: 5

ANNA SAX 80%

I PARLAMENTARI 20%

Pubblicato 11 febbraio 2011 da trashcup in Senza categoria

5ª sfida: Messaggi importanti




Presentiamo per prima colei che si autodefinisce la vera voce di “Napoli”. Andando sul suo sito, ci si perde in foto del Vesuvio, di Piazza Plebiscito e del golfo di Napoli che, accompagnate ai classici partenopei in sottofondo, rendono davvero difficile capire la provenienza di quest’artista. Il nome Anna Sivieri forse non vi dirà molto, ma se scrivo Anna Sax, che è il suo nome d’arte, allora le cose cambiano. Il suo esordio ad inizi anni Novanta, quando, tiene a precisare Anna, “si assiste a rilento all’abbandono delle musicassette”. Acquisita l’utile informazione, scopriamo che l’esperienza più significativa della Sax è il suo piazzamento tra i primi 15 al Festival di Napoli 1999 (di cui si è dimenticato pure il vincitore). Seguiranno quattro CD, tre di classici napoletani ed uno di inediti. Ma è in preparazione il quinto lavoro, che, come si legge dal sito, conterrà “12 brani testuali”.
Tra gli svariati inediti della Sax, spicca, sia per allegria che per insegnamento, questa “Nun fumà”, il cui video è diretto dal regista marcianisano Pino Di Maio. Lo stesso Di Maio, dal suo account Youtube, sottolinea di aver curato anche la “produzzione”. Anna Sax, la cui giovinezza è avanzata, ma non trascorsa (la citazione sarà senz’altro gradita), nel mostrare tutta la sua femminilità, interpreta il ruolo di una donna stanca del vizio del fumo del marito. Grazie ad un fiuto degno di Superpippo, capisce quando il marito fuma, e spegne la cicca non solo a lui, ma anche ai suoi ospiti. Ma tutto ciò non basta, ed Anna ricorre agli estremi rimedi: “Te sbarro ‘a porta e nun facimmo ‘o fatto!”. In parole povere, o si rinuncia al fumo o non si tromba più (“dint’’a stanza ‘e lietto ce trasi sulamente c’’o cuntratto”)! Altro che il divieto di Sirchia… Per la cronaca, il ruolo del marito è interpretato dal genero vero di Anna Sax!



I rappresentanti del “Resto d’Italia” proveranno ad invertire la tendenza che state prendendo in quest’edizione della TrashCup: eliminare i protagonisti dello scorso anno. Per sfatare questo tabù, ci vogliono persone importanti, capaci di governare non solo la TrashCup, ma tutto il Paese italiano. Ed il pensiero non può che andare ai nostri Parlamentari. Non a tutti tutti però, ne bastano 34. Quei 34 che, oramai 16 anno orsono, impugnarono una commovente battaglia a favore dei giovani. Ma non lo fecero, come fanno volgarmente fuori dall’Italia, cercando di aumentare l’occupazione o di coltivare la cultura, ma in maniera più nobile: presentando una proposta di legge e sostenendola con una canzone presentata a Sanremo (fortunatamente non in gara). Tra i 34 eroi di fine secolo, figurano l’attuale Ministro della Difesa Ignazio La Russa, ma anche esponenti della sinistra (lo ricordate Pecoraro Scanio?) e della Lega Nord.
La canzone in questione, la celeberrima “Cosa sarà”, ha perfino un b-side, intitolato “Più forti insieme”, ed è quello che ascolteremo questa settimana. Un brano emozionante, che fa venire la pelle d’oca: la stessa pelle d’oca che viene quando sei seduto sulla tazza e lo stronzo si sta decidendo ad uscire. I Parlamentari si propongono di aiutare il prossimo in difficoltà, ma non limitandosi alle parole perché “le promesse sono inutili, sono fiori che non sbocciano”. Fortunatamente loro hanno anche agito strenuamente per il nostro bene. L’invito dei 34 è di aiutarsi l’uno con l’altro (“è nata una parola magica: la solidarietà”, forse tra di loro) e di sorridere di fronte ai problemi (loro con i nostri di sicuro lo fanno). I nostri ex governanti considerano l’interlocutore non un amico, non un figlio, ma un animale: emblematico a tal proposito il verso “È un’arca di Noè, c’è posto anche per te!”



Due messaggi importanti, uno contro il fumo e pro amore e l’altro contro le promesse inutili e pro solidarietà. Quale messaggio volete continuare a sostenere e portare avanti nella TrashCup 2011?

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Pubblicato 4 febbraio 2011 da trashcup in Senza categoria