1ª sfida: Affrontare la vita




La squadra “Napoli” presenta uno dei suoi esponenti più autorevoli. Sono circa 30 infatti gli anni di carriera di Emanuele Caianiello. Il suo debutto nel 1972 al matrimonio della sorella, quando prende il microfono e canta “’O sole mio”: è solo l’antipasto di un cenone. Per tre anni alterna il canto al suo allora mestiere ufficiale, ovvero l’infermiere all’Ospedale Cardarelli: quest’esperienza influenza Emanuele come il Supramonte ha condizionato De André, e ne nasce una canzone destinata a far polemica. Poi il canto diventa la sua unica occupazione: la sua prima incisione è del ’79, l’ultima (per ora) è del 2010. Ultimamente Caianiello si è dato anche al teatro ed al cinema, seguito per lo più dal regista Pino Di Maio (uno dei beniamini del nostro sito padre illegittimo Trashopolis), ed il 2011 lo vedrà nelle vesti di regista ed autore teatrale in commedie trasmesse nientedimeno che da Italiamia, TLC e Televolla.
Nello sterminato archivio del Caianiello nazionale andiamo a ripescare questo brano dei mitici anni Ottanta, “Comme vene accussì m’’a piglio”, interpretato sulla blasonata rete New Antenna Sud durante la celeberrima trasmissione “Magia e musica”. Emanuele approfitta di un tema delicato (il terremoto dell’Irpina nel 1980) per approfondire il rapporto tra destino e volontà umana. Secondo il raffinato interprete, la vita è completamente determinata dal fato e da Dio, e dunque accetta suo malgrado la distruzione della sua casa e la sua sopravvivenza, anche se inveisce contro una non determinata terza persona plurale (“nun me firo cchiù ‘e ve suppurtà”). Ripetendo fino alla nausea il verso “Tengo mamma, moglie e figli, comme vene accussì m’’a piglio”, Caianiello preferisce mostrare le foto del terremoto sfogliando un libro davanti alla telecamera, anziché mandarle in sovraimpressione.



Sarà difficile spendere altre parole per il rappresentante del “Resto d’Italia”, visto che oramai sono tre anni che ne parliamo. Karim Capuano ha già partecipato alle due precedenti edizioni della TrashCup, giungendo, tra l’altro, sempre in fondo: quarto classificato nel 2009 e vincitore indiscusso nel 2010. Oggi Karim ha 36 anni ma è inspiegabilmente sparito dalla circolazione: nell’ultimo anno praticamente solo noi di TrashCup ne abbiamo parlato. Eppure la sua carriera è fulminata da fugaci soddisfazioni: apprezzato tronista di “Uomini e donne”, vincitore morale de “La talpa”, attore principale nei kolossal “Il latitante” e “Parentesi tonde”, ed una voce da usignolo con la quale ha cantato ben tre canzoni. Come tutti i grandi (vedi Maradona e Michael Jackson), anche Karim ha avuto problemi con la legge: un omicidio colposo per la sua guida spericolata e due arresti per rissa. Ma sono solo ragazzate.
Il vero Karim è invece una persona profonda, sempre pronta ad interrogarsi sul senso della vita, almeno quella che non toglie agli altri. Il suo (momentaneamente) ultimo singolo, “Di sicuro, lo dimostra. L’ex tronista analizza le relazioni che intercorrono tra vita, lotta ed amore. Cosa voglia dire esattamente non è dato saperlo, vista la forte carica ermetica e la grande complessità dei suoi versi: Di Pietro al confronto è Cicerone. Struggente l’incipit con una pioggia alla quale si sovrappone il recitato di Karim: “Sapete? L’amore non ci lascerà mai e nemmeno la voce che ci accompagna. Credetemi, esiste!” Mentre l’ascoltatore si chiede cosa è che esiste, arriva un’altra perla: “La speranza della parte tua più bella c’è”. C’è anche un tocco di internazionalità, con il ritornello in inglese, nel quale la voce bianca del Capuano si imbatte in versi come “Let me sciur it is” e “from mai leaif” con perfetto accento oxfordiano.



Emanuele Caianiello e Karim Capuano affrontano la vita: uno abbandonandosi al destino, l’altro lottando. Chi credete la affronti meglio, al punto di meritare di andare avanti?

La presentazione-rap è scritta e cantata da G&G. VISITA IL SUO MYSPACE !

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Pubblicato 7 gennaio 2011 da trashcup in Senza categoria

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