Grand (Kid) Slam

Cari trashini,

raramente abbiamo affrontato il genere rap-hip hop, finito in queste pagine solo tramite la hit (tuttora in gara) “Il senso del risparmio” di Gregorio e, l’anno scorso, con l’orrenda “Corona non perdona” di Kalief.

Non abbiamo mai parlato di rap napoletano, né di rap fatto per bene. Ed è giunto il momento di colmare questa lacuna. Introduciamo così Kid Slam, all’anagrafe Antonio De Stefano, rapper dal comune napoletano di Afragola. Kid Slam fa parte di quell’entourage di rapper della provincia etichettatosi con la sigla M.E.R.D.A. PROD. Il perché di questa sigla ce lo spiegherà lo stesso Kid Slam nell’intervista che sarà pubblicata prossimamente. Per ora accontentiamoci di sapere che il membro con maggior esperienza del “team” è Uomodisu, che ha realizzato diverse basi per i colleghi, duettando con loro in più occasioni. E difatti anche nei pezzi di Kid Slam non è raro ritrovare, o nella voce o nella base, la presenza di Uomodisu.

Il nome Kid Slam invece si traduce letteralmente con ”Ragazzo Schiaffo” e vuole sottolineare l’intenzione di denuncia che la sua musica si pone. Kid Slam non è certamente il tipo che si lascia pregare per dire le cose, né compie troppi giri di parole, e questo viene fuori sia nelle risposte alle critiche (seleziono due commenti lasciati dallo stesso Kid ad alcuni vessatori: “criticatemi ‘sta wallera” e “mo’ te metto ‘o pesce ‘mmocca”. La traduzione la lascio agli interessati), ma soprattutto viene fuori dai suoi testi, e questo è ovviamente un bene. Per una musica che vuole essere di denuncia, è chiaro che l’utilizzo del linguaggio popolare permette di accadere ad una fetta più ampia, e dunque ad essere più efficace.

Ma su cosa si scaglia Kid Slam? Un po’ su tutto il suo mondo, sia quello più direttamente connesso all’ambiente partenopeo, sia quello allargato all’ambito nazionale. Nel primo caso, oggetti dell’invettiva sono il malgoverno locale (“Illusioni della vita”), i bulli vigliacchi (“Che fai?”), i “pasticciotti”, ovvero quegli ignoranti che sanno solo criticare o minacciare, (“Pasticciotti ‘e ccà bascio”) e le ragazzine facili e stupide (“Muccusex”). Nel secondo caso, segnaliamo il rap in italiano “La nazione che non c’è”, che se non fosse stato per il web avrebbe incontrato un ostracismo incredibile a causa della frase ‘governo italiano = camorra organizzata’. Nella produzione di Kid Slam, c’è anche spazio per i divertimenti del contesto giovanile da cui Antonio proviene, quindi lo stadio (“Ultras”), il “Car tuning” e le feste (“Capodanno VIP”). Diciamo che i toni del Kid non sono sempre ortodossi, anzi spesso fuoriesce l’immagine del bad boy, che un po’ sembra cozzare con quella del denunciatore che richiama alla moralità. Ma anche quest’apparente contraddizione, sarà spiegata accuratamente.

 

Nell’attuale produzione del Kid, tre pezzi in particolare raggiungono a nostro avviso l’eccellenza: “La nazione che non c’è”, “Illusioni della vita” e “Muccusex”. Abbiamo deciso di proporvi quest’ultima, che è anche il pezzo più noto, molto diffuso tra i telefonini dei giovani napoletani.

“Muccusex” è la fusione di due parole: la napoletana “muccusa”, ovvero mocciosa, e l’inglese “sex” che non necessita traduzioni. Il brano è rivolto a quelle ragazzine ancora giovanissime, che già vogliono fare le donne, o forse meglio dire le zoccole. L’obiettivo? Quello di accalappiare qualche ragazzo ricco che potrebbe fare loro qualche regalo interessante. È ovvio che ragazze così risultano ridicole perché alla fine il loro infantilismo emerge del tutto. E dunque, quando il loro atteggiamento zoccolesco porta a ritrovarsi nella situazione piccante, o si tirano indietro o vanno a fare qualcosa che non sanno.

In tutto ciò, l’atteggiamento dei due rapper Kid Slam e Uomodisu è di maschilismo più totale. Nella loro visione fallocentrica, i due interpreti disprezzano le ‘moccose’, anche se alla fine non disdegnano la loro disponibilità sessuale, anche in virtù del fatto che si ritengono maestri dell’arte.

Il linguaggio utilizzato è molto sboccato. La versione proposta di seguito è accompagnata da sottotitoli in italiano curati dal sottoscritto. I sottotitoli sono barocchi e servono a rendere l’idea dell’argomento trattato. Il consiglio però è quello di cercare di capire il testo originale, per apprezzare l’efficacia della comunicazione di Kid Slam e Uomodisu.

Ultima considerazione prima dell’ascolto. Di fronte ad una canzone così, si possono adottare due atteggiamenti. Il primo è prestare attenzione solo alle male parole, e schiattarsi di risate o scandalizzarsi, a seconda del proprio carattere. Il secondo è invece riflettere sull’argomento trattato, prendere atto che ciò che viene esposto è tutto vero, e che forse se tutti adottassero quell’atteggiamento bastardo e maschilista di Uomo e Kid, anziché dare corda a tutto ciò, forse potrebbe cambiare qualcosa, ed in meglio.

 

 

 

Potevamo esimerci di chiedere a Kid Slam qualcosa sul trash e sulla TrashCup? Ovviamente no! A giorni sapremo il suo parere.

 

That’s all. La gara riprenderà venerdì 23 luglio.

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Pubblicato 21 luglio 2010 da trashcup in Senza categoria

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