13ª sfida: Volemose bene

Cari trashini,

è importante aiutarci gli uni con gli altri e pensare al futuro. Lo dicevano duemila anni fa, lo dicono oggi e lo diranno tra altri duemila anni. Pochi però lo hanno detto cantando, e, anche se lo hanno fatto, nessuno ha raggiunto l’espressività delle due canzoni che proponiamo questa settimana. Facendo ricorso a “La bacchetta magica”, o chiedendosi “Cosa sarà” e stringendo le mani al prossimo, cercheranno di salvare le persone in difficoltà

 

EMILIO CALABRESE vs IL CORO DEI PARLAMENTARI

 

Secondo il regolamento della TrashCup, un rappresentante della squadra “Napoli” può anche non cantare in napoletano, purché la sua musica non sia rivolta o si rivolga ad un pubblico nazionale. Questo è il caso del cantautore che presentiamo questa settimana. Si chiama Emilio Calabrese, ed ha goduto i suoi cinque minuti di popolarità negli anni Novanta, quando partecipò all’ambitissimo Festival Amatoriale “Il Pomo d’Oro”. Un evento di queste dimensioni non poteva non passare su una blasonata emittente, quale Antenna 3 di Angri. Ma soprattutto non poteva non essere ripescato da Ciro Ascione e il suo Trashopolis, che ancora una volta ringraziamo per averci fatto conoscere una perla del panorama partenopeo, che altrimenti avrebbe rischiato di essere dimenticata, nonostante la sua musica di pregevole qualità. Infatti oggi si sono perse le tracce di questo Emilio Calabrese, ma auspichiamo tutti un suo ritorno.

Il suo primo e, al momento, unico successo, intitolato “La bacchetta magica”, è un capolavoro di musica estemporanea, o almeno così sembra: un testo inserito a fatica all’interno delle note, uno stupro della metrica, mancanza assoluta di rime. Ma tutto questo serve a far trasparire il dolore di Emilio che pensa ‘a te amico mio, che soffri ingiustamente a causa di un deficiente’ e che osserva ‘la sofferenza di un bambino che grida aiuto con un braccio pendolante’. Il rimedio che vorrebbe adottare il sensibile Calabrese è una bacchetta magica (la ‘famosissima’ bacchetta magica, secondo il conduttore), grazie alla quale potrebbe offrire all’amico ‘un piatto caldo ed un letto dove poter riposare’. Certo, se l’aiuto di Emilio si limita al piatto ed al letto, non è che c’è bisogno di una magia: basta invitare l’amico a casa. Ma il ragazzo è giovane, e troppo impegnato a soffrire per pensare alle soluzioni più ovvie.

 

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Presentiamo il rappresentante del “Resto d’Italia” con le parole di Vikk di Orrorea33giri: ‘La cosa che più fa riflettere è che dall’unico caso di collaborazione unilaterale di tutti i partiti sia uscita questa porcata ignobile’. Non stiamo parlando dell’indulto Mastella, ma del Progetto Giovani, nato per sostenere la proposta di legge del 1995 per prolungare l’assistenza ai ragazzi disagiati. A tale scopo, la Sacra Famiglia di Roma, nella persona di Gilberto Casciani, ebbe la geniale idea di riunire 34 parlamentari, far cantare loro una canzone e mandarli come ospiti a Sanremo. Il Coro dei Parlamentari ha effettuato anche un tour, con tanto di tappa in Vaticano (ma i parlamentari non dovrebbero stare in Parlamento?). Tra i 34, i più famosi sono l’attuale ministro La Russa (AN), l’allora ministro Ferri (PSDI) e il verde Pecoraro Scanio, ma comunque tutti i partiti sono rappresentati, da Rifondazione a Forza Italia, dal PDS alla Lega Nord.

Il brano si intitola “Cosa sarà”, come il famoso pezzo di Dalla/De Gregori: in qualche passo della canzone si rasenta anche il plagio, ma le affinità tra i due pezzi terminano qui (per fortuna dei due barbuti). Nelle strofe, l’incauto ascoltatore cerca di capire ‘cosa sarà’ il soggetto della canzone, visto che è dominato da proposizioni ipotetiche alla Kipling (come ‘se hai visto il cielo abbracciare il mare’ o ‘se da questa notte c’è una stella anche per te’), ma senza una principale. Ma alla fine si capisce il senso: se le cose non vanno bene, ‘è più facile domani […] se tu resti insieme a noi’. Insomma, un Parlamento appena dilaniato da Tangentopoli si propone di risolvere i tuoi problemi: fantastico, no? Durante il ritornello, poi, gli eletti dal popolo si lanciano in un’entusiasmante coreografia, che farebbe venir la voglia di essere governati dal ministro belga alcolizzato.

 

 

Adesso potete chiudere le orecchie e pensare. A chi volete far passare il turno? Preferireste essere salvati dalla bacchetta magica di Emilio Calabrese o affidandovi alle mani del Coro dei Parlamentari? A voi la scelta!

 

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Pubblicato 15 aprile 2010 da trashcup in Senza categoria

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