10ª sfida: L’economia non gira

Cari
trashini,

in
un periodo di crisi politica ed economica, non poteva mancare una sfida
dedicata a questo tema. I brani in gara in realtà non sono recentissimi, ma,
come tutti i grandi capolavori, conservano la loro grande attualità anche se
ingialliti dalla patina del tempo. Mentre “’Sti
cinis ccann cumbinata
” addita l’invasione asiatica come responsabile della
crisi, “Il senso del risparmio
inveisce contro le mani bucate del popolo italiano. Ad esporre le loro tesi i
proff.

PINO
D’AMATO vs GREGORIO

 

A
dimostrazione del fatto che l’arte non ha età e che si può emergere ed imporsi
nel mondo della musica, un mondo controverso e complicato specie se ci si trova
a “Napoli”, anche quando la maturità sopravanza e l’andropausa è prossima, c’è
il successo che ha riscosso il brizzolato Pino D’Amato a partire dal 2007. Il
nostro artista presenta somiglianze fisiche con Beppe Servegnini e Don Backy, e
senz’altro le affinità non si limitano all’aspetto fisico, visto che Pino avrà
senz’altro la profonda cultura del primo e le doti canore del secondo. La sua
omonimia con un dj del basso Lazio e con un politico dell’UDC rendono più intrigante
il personaggio, visto che la ricerca sulla rete di informazioni che lo
riguardano ne risulta particolarmente complessa. E così tuttoggi l’unica
notizia certa che possiamo darvi è il suo sodalizio artistico con Pino Alba,
altra importante notorietà della musica non solo italiana.

Presentiamo
in questa sede “Sti cinis ccann cumbinata”,
dove il nostro amato Pino riesce a rendere ostico perfino il dialetto
partenopeo, grazie ad un titolo che viola le regole della grammatica napoletana
e ad una pronuncia incomprensibile al di fuori di Marano (qui la versione
sottotitolata del video). La canzone è stata scritta probabilmente da Mario
Borghezio, visto che si tratta di un’ invettiva contro i cinesi, causa di tutti
mali. Nonostante Pino riconosca che ‘addò ‘e cinesi jammo pe’ sparagnà’,
sottolinea che gli asiatici rubano il lavoro ai napoletani e spesso fanno
attività fuorilegge, come la vendita di motorini truccati (le due cose sono
connesse?), ed arriva a temere che in futuro non molto prossimo dovremo pagare loro
il pigione. Nelle riprese (ripetute) in cui i cinesi sono mostrati a mo’ di
sacchetti di monnezza, Pino sfoggia un’acconciatura “Faschion” (come si legge
nei titoli di coda).



 

Per
il “Resto d’Italia” presentiamo invece ciò che è, insieme all’utilità del
partito di Rutelli, il più grande mistero italiano. Il suo nome è Gregorio, il
suo cognome è ignoto, forse non esiste, il suo volto mescola la pettinatura di
Toto Cutugno con le sopracciglia di Beppe Bergomi. Il mistero Gregorio è stato
lanciato dal sito Orrorea33giri, che, nella persona di tale Lennon79, ritrovò
il suo CD in un cestone di un negozio musicale di Milano. Nell’ascolto del CD,
prodotto da un’etichetta nota quanto il bidello del mio ex liceo, si percepisce
l’influenza di Battisti e Jovanotti, ma più che altro si rischia di prendere
l’influenza. Il caso è approdato perfino su MTV, ma ciò non è bastato a far
carpire ulteriori informazioni di questa stella del panorama musicale
tricolore. Così ci resta questo album, intitolato “Insieme a noi” e pubblicato
in un anno imprecisato del decennio 1990-1999, che comunque non è poco.

Da
questo indiscusso capolavoro peschiamo il rap sociale “Il senso del risparmio”, nel quale Gregorio riesce a liquidare i
due elementi che danno un senso a questo genere musicale, ovvero la metrica e
le rime. Effettivamente di fronte ad un messaggio così significativo, ed ovvero
che la crisi è ‘colpa anche nostra’ perché ‘siamo bravi a pagare coi sorrisi’ e
perché ‘per noi è sempre festa’, ci si può anche concedere il lusso di
sciorinare rime improbabili come evidente/conseguenze, fascio/cazzo e
giorno/scarto, di farsi tesoro di una base elaborata quanto un rutto libero e
soprattutto di piazzare degli ‘Stop!’ alla cazzo di cane nella canzone. Ma
Gregorio dimostra di aver capito tutto del rap quando mette delle parolacce
laddove se ne sente il bisogno, come avviene nel verso ‘siamo italiani, siamo
di cuore, siamo come una puttana’ e soprattutto nella pedagogica chiusura ‘Ci
vuole il senso del risparmio o ci romperanno il culo’.



 

Adesso
potete chiudere le orecchie e pensare. A chi volete far passare il turno? Volete
mandare avanti l’impeto nazionalistico di Pino D’Amato o i fondamentali
insegnamenti di Gregorio? A voi la scelta.

VIA
AL TRASH-VOTO!

Per
votare fare clic su “Aggiungi commento” ed esprimere la propria preferenza. Il
voto va all’artista/canzone ritenuto/a più trash.

 

Comunicazione
di servizio: anche per questa volta, la pubblicazione dell’intervento è stata
resa possibile dalla gentilezza di Trashino WangYang, di cui invito a visitare
il blog ed a cui dedico la canzone in gara questa settimana per la squadra
“Napoli”.

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Pubblicato 25 marzo 2010 da trashcup in Senza categoria

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