5ª sfida: Vai col plagio!

Cari
trashini,

le
note sono sette, e le possibilità di fare una melodia originale con un numero
cosi esiguo di note sono sempre meno. Fossero state venti, trenta note, uno può
anche capire, ma sette … non riuscirebbero ad organizzare manco un G8! Ma chi ci
dice che la musica nuova sia migliore? Anzi, quando ad una musica non originale
si accompagna anche un testo non originale, escono dei capolavori come “Il ballo di Gigione” e “La focaccia”, cantati da

GIGIONE
vs MARIA TERESA RUTA

 

“Napoli”
propone in questa sfida il più grande, nonché unico, esponente mondiale del
folk erotico-agreste. Questo particolarissimo genere consiste nel ri-arrangiamento
in versione Sagra della Patata di successi musicali internazionali, ai quali
viene appioppata una base tamburello e fisarmonica ed un testo partenopeo,
preferibilmente infarcito di doppi sensi sessuali. Luigi Ciaravola è emerso
negli anni Sessanta col nome d’arte di Gigi 1 o, all’inglese, Gigi One, ma il
suo pubblico nazionalista, evidentemente avverso alle influenze anglofone nella
lingua di Dante, l’ha ribattezzato Gigione. Grazie alla sua capacità di parafrasare
gli organi sessuali in tutti modi immaginabili e non (come “‘o biscotto” e “‘a
carcioffola“) e di miscelare nel suo repertorio l’erotic-folk con apologie di
santi e madonne, Gigione oggi spopola nelle feste di piazza di quasi tutto il
Centro-Sud.

Uno
dei suoi ultimi lavori è “Il ballo di
Gigione
”, che presentiamo purtroppo mutilo (in ogni caso, manca solo qualche
decina di secondi di ripetizioni ad libitum). Il titolo richiama “Il ballo di
Simone”, il motivo si ispira liberamente (non diremmo mai che copia) a “Rice
& curry” dell’indiano Dr. Bombay, mentre la coreografia è un mesh-up di
Bomba, Pam-pam, Swing e Ballo di Simone stesso. In realtà, quella che
apparentemente sembra una summa del ballo di gruppo è invece un’antitesi
all’attuale modo di concepire quest’ultimo, appannaggio di fighe e fighetti. “Il ballo di Gigione” è infatti un ballo
proletario, che ‘pure ‘o salumiere co ‘a chiattona vo ballà’, da danzare anche
in contesti umili (‘pure da Salvatore che fa il compleanno’), e che non
necessita certo delle top-model di turno, come dimostra l’entourage di
danzatrici in evidente sovrappeso, ma che tuttavia presenta passi innovativi
(‘muovi il sedere e fai poroppopò’).



 

Abbiamo
già avuto modo nella TrashCup precedente di conoscere ed ascoltare il lato
canterino (ben tre pezzi incisi) di Maria Teresa Ruta, rappresentante del
“Resto d’Italia” in questa sfida. La sua carriera è iniziata a fine anni ‘70
con la vittoria dell’ambito titolo di Miss Muretto. Dopo qualche comparsata, è
diventata una presenza fissa in televisione con “La domenica sportiva”, lo
“Zecchino d’oro” e “Giochi senza frontiere”. Nel 2000 presenta “Ok, il prezzo è
giusto!”, e la trasmissione, dopo circa 15 anni di palinsesto, chiude. Da lì,
la ricerca affannosa di riciclaggio, con la conduzione di programmi su TV
locali (Telenorba, Canale 34) o sfigate (Odeon TV), finché non è arrivata
l’”Isola dei Famosi” a riprenderla dall’anonimato. Quindi il rilancio con la
pubblicazione di un libro di ricette. E se nei prossimi mesi non la vedrete, è
solo perché avuto una sospensione per pubblicità non autorizzata.

Adesso
immaginate i Gipsy Kings che, dopo una notte trascorsa in un wine bar della
Ciociaria, cantano Claudio Villa: il risultato è simile a “La focaccia”. Infatti questo pezzo del 1987 ha una base che più
spagnoleggiante non si può, con tanto di “ay ay ay”, sulla quale si innestano
due motivi portati al successo dal Reuccio, come “Violino tzigano” e “Reginella
campagnola”. Il testo è di un criptico degno del miglior Manuel Agnelli. Nelle
strofe, la Ruta
fornisce ad un “tu” generico insegnamenti di vita: consiglia infatti di
guardare la TV se
la radio non funziona e ‘se il tuo cuore è triste, comprati due riviste’. Ma il
repentino cambio di soggetto nel ritornello (‘vorrebbe la focaccia con dentro
la salsiccia’) spiazza e rimette tutto in discussione: chi vuole la focaccia?
Cosa simboleggia? Qualcuno ha interpretato questo verso come la previsione
dell’Apocalisse, qualcun altro ha invece identificato l’Apocalisse con questo
verso.



 

Adesso
potete chiudere le orecchie e pensare. A chi volete far passare il turno?
Preferite la rivisitazione agreste e proletaria di Dr Bombay messa in atto da
Gigione o quella latina e criptica di Claudio Villa messa a punto da Maria
Teresa Ruta? A voi la scelta.

 

VIA
AL TRASH-VOTO!

Per
votare fare clic su “Aggiungi commento” ed esprimere la propria preferenza. Il
voto va all’artista/canzone ritenuto/a più trash.

Annunci

Pubblicato 29 gennaio 2010 da trashcup in Senza categoria

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: