4ª sfida: Quando la donna pretende …

Cari trashini,

è abbastanza comune ascoltare un uomo che si lamenta della mancanza di attività sessuale nella sua vita. Ma l’insoddisfazione sessuale femminile è argomento di gran lunga più interessante ed intrigante. Lo abbiamo già affrontato diverse volte nell’edizione precedente della TrashCup e ritorniamo sul tema ascoltano le canzoni “Nun sì buono” e “Violentami”. Nel ruolo della donna insoddisfatta

 

MILENA GAGLIOTTA vs JO SQUILLO

 

Come già accaduto per la prima sfida, anche questa volta è il nostro padre illegittimo Trashopolis a fornirci l’artista della squadra “Napoli”. Infatti uno dei primi video inediti postati dal nostro amico Ciro Ascione (adesso anche amministratore ad honorem del Gruppo Facebook della TrashCup) riguardava Milena Gagliotta. Questa piacente signora è un’artista della vecchia guardia partenopea, e si inserisce in quel particolare filone che va da Rita Forte a Marisa Laurito. Ha ottenuto la sua fortuna reinterpretando i classici napoletani e pare che sia stata anche una pupilla del re della sceneggiata Mario Merola. In ogni caso, la sua sterminata produzione musicale (e se non è sterminata, sarebbe ora di farlo) non conta solo le cover classiche, ma anche dei brani nuovi, non conosciuti al grande pubblico, né prima né dopo la loro pubblicazione. Finché un giorno arrivarono Trashopolis e TrashCup.

In “Nun sì buono”, inno contro l’impotenza maschile, la Gagliotta si autoproclama col triplice vezzeggiativo ‘figliulella cu ’a faccella ‘e madunnella’ e per questo respinge delicatamente le avances del suo corteggiatore Gennaro, bello quanto il ministro La Russa. Neanche un’agiata condizione economica può far nulla quando si hanno ‘cosce a taralluccio’ e ‘recchie comm’o ciuccio’, e si è ‘un aborto di natura’, ‘sicco, curto e pure viecchio’. Ma soprattutto si è impotente (‘nun sì buono’), per cui ‘mai putesse amoreggià’. Nel video, ritroviamo dei formidabili effetti scenografici (come il Vesuvio che cambia colore), ma soprattutto delle riprese ai fans cinesi della Gagliotta, talmente fans da farsi fotografare con lei e mostrare con orgoglio gli autografi ricevuti, ma soprattutto da accettare di buon grado che le loro facce appaiano nel videoclip proprio quando la canzone parla di impotenza.

 

 

NB L’immagine finale non fa parte del video ufficiale, ma è stata aggiunta da qualche comunista burlone. Teniamo a sottolineare che la responsabilità della burla è esclusivamente di chi l’ha fatta, ce ne dissociamo e cogliamo l’occasione per ringraziare il governo per quello che sta facendo in Abruzzo.

 

 

Iniziamo col dire cose buone della rappresentante del “Resto d’Italia”: è stata una delle pioniere del punk italiano. Adesso passiamo al resto. Giovanna Coletti in arte Jo Squillo emerge nell’ambiente rock agli inizi degli anni ’80 fondando le Kandeggina Gang, con le quali propone importanti battaglie politiche, come la lotta per la distribuzione gratuita di Tampax. L’impegno politico di Jo prosegue con la sua candidatura a sindaco di Milano, sotto l’egida del neonato Partito Rock, che, ovviamente, ottiene un successo strabiliante. Nella musica, intanto, è diventata una solista e le sue sonorità passano man mano dal punk-rock al pop-dance sanremese, la cui massima espressione è “Siamo donne”, cantato in coppia con Sabrina Salerno. Conserva però il suo carattere anarchico e ribelle, che la porterà a divenire la Che Guevara dei reality, visto che nel 2005 le sue proteste le cagioneranno la  squalifica da “La fattoria”.

Sebbene la tarda Jo Squillo sia molto più trash della prima, che comunque un minimo di avanguardia lo proponeva, qui presentiamo una delle sue primissime hit. “Violentami” vuole essere una canzone di denuncia sugli stupri, ma la prospettiva viene ribaltata ed è la donna che chiede di essere violentata. Senza volerci chiedere il perché di tutto questo, analizziamo il testo. Jo vuole ‘fare una storia un po’ strana’ e prova ‘eccitazione per i cavi ad alta tensione’ e quindi chiede al passante di turno di violentarla su un metrò. Quando lei è completamente nuda, lo stupratore va nel panico e quindi Jo si abbandona alla riflessione filosofica ‘Se salti un po’ di più, scoppia il mondo’. Tutto chiaro, no? Qualcuno dice che il pezzo sia plagiato: in realtà, la base è proprio quella di “Blietzkrieg Bop” dei Ramones. Il videoclip che segue non è quello originale, ma unisce le immagini di un’esibizione live di Jo e quelle di un altro suo videoclip (per la cronaca, “Skizzo skizzo”).

 

 

Adesso potete chiudere le orecchie e pensare. A chi volete far passare il turno? Preferireste riascoltare l’inno anti-impotenza di Milena Gagliotta o l’inno apparentemente pro-stupro di Jo Squillo? A voi la scelta.

 

VIA AL TRASH-VOTO!

Per votare fare clic su “Aggiungi commento” ed esprimere la propria preferenza. Il voto va all’artista/canzone ritenuto/a più trash.

 

Comunicazione di servizio 1: il gruppo Facebook dedicato alla TrashCup, di cui trovate il link nella colonna dei siti amici, si sta espandendo. Nuovi amministratori: a Trashino Giulio, si sono aggiunti Trashina Elisabetta e Trashino Kuros (amministratore ad honorem). Gli effetti si vedono: il numero di fans è addirittura sestuplicato in poco più di una settimana (da 4 a 24!). Si ringraziano tutti coloro che si stanno impegnando in questa avventura senza scopo di lucro.

 

Comunicazione di servizio 2: si ringrazia Trashino Davide per aver ovviato alla rottura del mio pc, prestandomi il suo. Senza di lui questo post non sarebbe stato scritto.

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Pubblicato 21 gennaio 2010 da trashcup in Senza categoria

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