2ª sfida: La vergogna della famiglia

Cari
trashini,

la
pecora nera della famiglia c’è quasi sempre. E ciò emerge sia nelle canzoni del
passato che in quelle del presente. Per dire, il brano di recentissima
pubblicazione “Nun m’abbandunà” ci
fa capire cosa vuol dire avere un figlio delinquente, mentre una canzone
scritta più di 30 anni fa come “Gli
occhi di tua madre
” mette in luce i problemi che può dare una madre
zoccola. Ad affrontare questi argomenti sì delicati sono

GIANNI
SACCO E FABRIZIO FERRI vs SANDRO GIACOBBE

 

Per
la squadra “Napoli” abbiamo non solo un duetto (altro che quello di Ferro e
della Pausini proposto dalla Rai!), ma un incontro di due generazioni della
musica neomelodica. Da una parte, Gianni Sacco, che, secondo il quotidiano Roma
‘è uno dei più popolari esponenti della vecchia scuola della canzone napoletana
sentimentale: […] negli anni Settanta ha riscosso un notevole successo con
“Crociera”’. Dopo questo arcinoto brano, il Sacco ha proseguito la sua
attività, e l’anno scorso ha presentato il suo nuovo CD, ha partecipato alla
canzone natalizia eseguita dai migliori neomelodici in circolazione (una sorta
di “We are the world”) ed ha vinto il Premio della Critica nella TrashCup.
Fabrizio Ferri è invece esploso negli anni Novanta col tormentone “L’amica di
mammà comme me piace”, ed è tuttora uno dei più accreditati interpreti di
canzoni sentimentali , tra cui anche una cover napoletana de “La camisa negra”.

Quando
due voci così si innestano, non può che uscirne fuori un pezzo commovente, dalle
mille vibrazioni vocali (in particolare del Sacco), e che parla, ovviamente, di
carcere. In “Nun m’abbandunà
Fabrizio Ferri interpreta il ruolo di un detenuto, che riceve la visita del
padre, impersonificato dal coinvolgente Sacco. Quest’ultimo, pur offrendo aiuto
al figlio, ne prende le distanze (‘ famme sapè che te serve, ma nun
m’abbraccià’) per l’onta che ha fatto cadere sulla famiglia. Fabrizio chiede
comprensione e soprattutto chiede la mamma, presenza ricorrente nella canzone
neomelodica “criminale”, e Gianni risponde con un chiarissimo ‘Te prometto ca
porto a mammà, ma è difficile ca vene ccà’. Non sapremo mai se la donna ci
andrà, ma conosciamo il motivo della sua ritrosia: ‘nuje simmo povera gente che
va a faticà’, frase che mette in luce come nella società moderna il lavoro
spesso prenda il sopravvento sulla famiglia.

 

 

Il
“Resto d’Italia” propone invece Sandro Giacobbe, che, secondo il suo sito, ‘è
considerato da molti anni un romantico ambasciatore della tradizione musicale:
la melodia’. In altre parole, oggi è noto più per essere l’allenatore della
Nazionale Cantanti che per le sue canzoni. Il bel cantautore genovese esplose
negli anni ’70, quando, anticipando Meneguzzi, Ramazzotti e la Pausini, dominava sia le
classifiche italiane che quelle latino-americane. Negli anni ’80, poi, una
lenta caduta verso l’oblio. Riappare al Festival di Sanremo nel 1990 ‘in coppia
– come spiega nel suo spazio web – con il mitico gruppo America’ (caspita, che
collaborazione!). Quando poi neanche il Festival di Sanremo l’ha cagato più, si
è buttato sul Festival cileno di Vi
ña
del Mar, dove ha conseguito un ottimo secondo posto nel 2007, e nelle
trasmissioni revivalistiche di Carlo Conti. Recentemente ha anche pubblicato
una sua imperdibile autobiografia.

Presentiamo
qui “Gli occhi di tua madre”, la sua
hit di maggior successo, datata 1976.. La canzone è considerata un classico
della musica italiana, si ascolta ancora oggi, giunse terza al Festival di
Sanremo ed è stata scritta da un grande paroliere come Daniele Pace. Cosa ci fa
allora nella TrashCup? Beh, cerchiamo di capire la storia narrata nel brano. Il
bel Sandro va a casa della fidanzata, ma non la trova (farle prima una
telefonata, no?). Allora inizia a conversare con la suocera e, dopo un po’,
giustamente, se la tromba. Durante il misfatto, però, arriva la fidanzata ed è
‘un tuffo al cuore immenso’. A questo punto Sandro se la prende con lei
(‘Perché sei uscita?’), la accusa di vittimismo (‘hai l’aria di un cigno che
muore, la vittima la sai fare’, del resto che sarà mai? Si è solo fatto la
mamma!) e poi si giustifica dicendo ‘Non è colpa mia se mi piace ogni cosa che
rassomiglia a te’. E il pubblico femminile si commosse.


 

 

Adesso
potete chiudere le orecchie e pensare. A chi volete far passare il turno? Vi
commuove di più la situazione familiare di Gianni Sacco e del suo figlio
detenuto Fabrizio Ferri o quella di Sandro Giacobbe e della sua suocera
zoccola? A voi la scelta.

VIA
AL TRASH-VOTO!

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voto va all’artista/canzone ritenuto/a più trash.

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Pubblicato 8 gennaio 2010 da trashcup in Senza categoria

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