E il Premio della Critica va a …

Cari trashini,

se Media Yankees world Forever Young, gestito dal trashino Nicola, è un blog amico di TrashCup, se In onda … la meglio gioventù , gestito dal trashino Mario, è il blog gemello di TrashCup, e se Trashcup Fans, fondato e gestito dal trashino Giulio (sempre pronto ad aggiornarlo ogni ora) è il gruppo Facebook dedicato alla TrashCup, il sito Trashopolis è forse il padre di TrashCup.

Anzi, forse non siamo neanche degni di tanto onore: faremmo meglio a dire che TrashCup è il figlio bastardo di Trashopolis. Trashopolis è un sito incentrato sul trash delle tv locali anni 80 e 90 (ma non disdegna il trash straniero), e si preoccupa di mettere in rete materiale radiofonico e televisivo che altrimenti sarebbe andato perso. È grazie a Trashopolis, che sono apparsi in rete video di cantanti come Franco Miraggio, Gianni Sacco, Gigi Romano, Franco Staco, Gino Del Miro e la Piccola Anna, tutti concorrenti della TrashCup. La Piccola Anna è anche in finale, ma, senza Trashopolis, non avrebbe potuto neanche partecipare alla competizione, perché sarebbe caduta nel dimenticatoio.

E quindi, per assegnare il Premio della Critica, chi può essere miglior referente del webmaster di Trashopolis, ovvero Ciro Ascione? Così lo abbiamo contattato, facendogli esprimere la sua preferenza.

Ma, prima, cerchiamo di capire chi è. Ciro Ascione è un insegnante di lettere, con l’hobby di razziare sulla rete, per disquisire di trash o per rompere il cazzo alla gente. Nasce infatti come troll, ovvero come promotore di bufale. Le sue “trollate” fanno capire come l’Italia sia un popolo di boccaloni, pronto a prendere per vero qualsiasi cosa gli si dica, e a reagire di conseguenza, talvolta anche in modo aggressivo. Ciro è praticamente un “Voyager” della rete, solo che è molto, molto più divertente.

Vediamo di seguito la sua ultima trollata: un video di una canzone egiziana, con sottotitoli fasulli. Ecco come, grazie all’azione del traduttore arabo rud’Ossac (provate un po’ a leggere questo nome al contrario…), una canzone su un vincitore ad una lotteria può diventare un pezzo dedicato al nostro amato Premier.

 

 

Prima dell’assegnazione del Premio, poniamo alla Commissione qualche domanda sul trash e sulle sue manifestazioni.

 

 

Oggi si adottano diverse definizioni di trash, da "arte di serie B", da prodotti a budget limitato, a semplice immondizia, fino alla definizione adottata da Trashopolis (tutto ciò che è “sommerso”, quindi fenomeni locali conosciuti a pochi), definizione che comunque esclude dal trash le manifestazioni "volontarie" di trash (come il cinepanettone) o il nazional-trash (come i reality). Alla luce di ciò, quale può essere considerato il confine che distingue ciò che è trash da ciò che non lo è?

 

La cosa non m’interessa più di tanto. Trashopolis è un sito sulla mia visione del trash, non un tentativo di catalogare il fenomeno. Aggiungo che la mia visione del trash ha tutt’altro che un’accezione negativa: molti degli eroi di Trashopolis hanno una vitalità e una presenza scenica infinitamente superiore a quella dei personaggi della TV generalista.

 

Una domanda all’insegnante Ascione: quanto è importante una buona cultura (letteraria, musicale, cinematografica) per capire ed "apprezzare" il trash?

 

È fondamentale. Parafrasando i Cahiers du Cinema, bisogna essere in grado di semplificare Bergman e rendere ostico Pino Di Maio [regista indipendente di Marcianise, ndr].

 

In Trashopolis compaiono spesso spezzoni di film porno, in particolare le parti "dialogate" del film, dai quali emergono le limitate capacità espressive degli attori. Conosci qualche esempio di porno che non sia caduto così in basso? O il porno è un semplice materiale per rattusi?

 

Il guaio dei porno attuali non è tanto nella cattiva recitazione, ma nella cattiva qualità delle scopate. In passato era diverso, c’erano pornostar che passavano dai set a luci rosse a quelli del cinema normale e viceversa. Penso a Marilyn Chambers, che faceva l’altalena tra "Insatiable" e i film di Cronemberg, o a Lilli Carati, che veniva dal cinema di Di Leo e poi girava gli hard. O penso alla mia pornostar preferita, Annie Sprinkle, che nel bellissimo documentario "Herstory of porn" dimostra qualità sublimi da stand-up-comedian.

 

Ripeto la stessa domanda precedente, in relazione però alla canzone neomelodica. Una canzone neomelodica può non essere trash (nel senso più generale del termine)?

 

No, in quanto la musica neomelodica attuale è una scimmiottatura continua della musica italiana attuale, e la scimmiottatura rientra sempre nel trash. Se poi aggiungiamo che la musica emulata dai neomelodici fa schifo già di per sé, non ci sono vie di uscita. Ovviamente mi riferisco alla musica neomelodica, non alla musica napoletana in generale, né alle qualità canore degli artisti. Maria Nazionale, ad esempio, ha esordito nel genere neomelodico e ha cantato canzonacce assurde, ma ha una voce formidabile.

 

Secondo te, oggi c’è più qualità nelle TV locali o nelle tv nazionali?

 

TV locali e TV nazionali si assomigliano sempre di più, si sono omologate, hanno praticamente smesso di interessarmi. È per questo che vado alla ricerca del trash locale vintage, quello anni ottanta e anni novanta.

 

 

Arrivati a questo punto, non resta che assegnare il Premio della Critica. La parola alla Commissione:

 

PREMIO DELLA CRITICA: GIANNI SACCO

 

con la seguente motivazione:

 

IL PREMIO VIENE ATTRIBUITO AL BRANO “NUN SBAGLIÀ” PERCHÈ NESSUNO SE LO È FILATO E PERCHÉ I PREMI DELLA CRITICA DEVONO SEMPRE ANDARE CONTROCORRENTE RISPETTO ALL’OPINIONE COMUNE

 

Riascoltiamo, dunque, il brano vincitore del Premio:

 

 
 

E anche questo premio è andato. Rimane ora solo da decidere il vincitore assoluto. E questo lo farete voi. A partire da giovedì. Non mancate alla GRANDE FINALE!

 

Stay tuned!

Annunci

Pubblicato 19 ottobre 2009 da trashcup in Senza categoria

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: