Youtrash: Il ritorno di Lian

Cari trashini,

eccoci al primo dei due appuntamenti con Youtrash, ovvero il contenitore di mondezza internettiana.

 

Questa settimana ci occupiamo di una nostra conoscenza, il cantante neomelodico Lian, malauguratamente eliminato ai quarti della TrashCup. Abbiamo già avuto modo di dire che la sua hit dal titolo agrodolce “Amore vaffanculo” fu accompagnata da un cortometraggio promozionale. Così, dopo esserci occupati a lungo della pregevole composizione musicale, approfittiamo di questa pausa estiva per occuparci di un altrettanto pregevole composizione cinematografica.

Il cortometraggio è di altissimo livello, e non poteva essere altrimenti visto che la regia è stata affidata ad un grande professionista del cinema quale Mimmo Pennino! Bastano due attori, Lian ed una signora d’alto borgo, più una comparsa, per descrivere in modo semplice ma ineccepibile come può finire una storia d’amore. In più, il Pennino rispetta pedissequamente l’unità di luogo aristotelica, riuscendo a fare in modo che tutti gli episodi e i dialoghi più salienti della storia avvengano all’interno della casa di Lian, tra l’altro elegantemente arredata. L’uso, appena percettibile, di intercalari napoletani, dà un tocco di realismo-verismo alla storia, in cui i due protagonisti, nonostante la loro indubbia preparazione culturale, non disdegnano l’uso di espressioni non usate nell’italiano scritto (es. ‘i due sono stati litigati’, ‘ma che bocchinara!’).

 

Passiamo all’intreccio della narrazione. Lian e la sua contessa sono una coppia di innamorati conviventi. Tuttavia, la loro quiete si interrompe una mattina a causa di una telefonata tra lei ed una persona ignota: i sospetti del giovine sono comunque fugati dalla donzella, che lo invita gentilmente a non tribolarsi (‘maronn, amò, però, comm si diffident!’, ‘damme ‘na mano, invece ‘e te ‘ncazzà sempe’).

La quiete purtroppo dura appena una settimana, quando un SMS ricevuto dalla nobildonna alimenta lo scetticismo di Lian, soprattutto perché la donna cancella, senza autorizzazione, il messaggio all’istante: nonostante le convincenti spiegazioni di lei (‘aropp tengo ‘a rubrica chiena ‘e messaggi’) e l’invito di lui di prestare maggior attenzione alle fatiche domestiche (‘faje ‘e servizi e prepara ‘a magnà, ca tengo famme!’), ‘i due sono stati litigati per 15 giorni’.

Giungiamo così alla scena-chiave del corto: la scoperta il tradimento. La marchesa, peccando un tantino di ingenuità, si fa accompagnare dal suo amante fino a sotto casa. Lian, tuttavia, non interviene all’istante, ma aspetta l’adultera nella sua dimora, fingendo di non sapere nulla. Questa dunque bussa normalmente al citofono (‘song je, arape!’), e, quando entra in casa, palesa il suo nervosismo, giustificandolo come stanchezza lavorativa e dunque indisponibilità a voler dialogare col suo amato. Dopo che lui fa notare che la propria situazione lavorativa non è così diversa (‘ccà faticamm tutt quant’), e dopo aver ascoltato l’ennesima menzogna della pulzella (legata ad una sua fantomatica amica Luana), sempre in maggior difficoltà (‘sì geluso pure d’e cumpagne mehe’), mette alle strette la sua donna, fino ad arrivare alla dichiarazione che sancisce la fine del rapporto: ‘Tu da questo momento in poi con me hai chiuso: sei solo una maledetta stronza e nun voglio sapè niente cchiù. E nun te spurcà l’uocchie ‘e lacreme, pecchè nun me futti stavota!’. Ne consegue l’”espatrio” della donna, accompagnata dall’invettiva dell’amante deluso: ‘ ma che bocchinara!’.

 

 

Due i misteri che girano intorno al cortometraggio: il primo è la causa della scritta “(scene tratte dal film)”, se stiamo considerando un cortometraggio; il secondo è perché da Lian stesso il corto è stato definito ‘dal sapore comico’, solo dopo aver visto i primi commenti su Youtube.

Ma ogni capolavoro è accompagnato da grandi interrogativi.

 

PS I non bilingue potranno godersi la versione sottotitolata in italiano del corto, cliccando qui. Consigliamo tuttavia prima di tentare di comprendere la versione originale, per cogliere appieno tutte le sfumature di un siffatto capolavoro cinematografico.

 

Beh, per ora è tutto. Ci vediamo la settimana prossima per un altro appuntamento di Youtrash.

 

Stay tuned!

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Pubblicato 20 agosto 2009 da trashcup in Senza categoria

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