Tellina d’agosto

Cari trashini,

dopo due settimane di stop, vi facciamo un bel regalo di Ferragosto. Se siete depressi per il caldo, lo stress vacanziero, i depuratori che hanno mandato a puttane i litorali partenopei (per i lettori napoletani), il traffico e le ragazze sulla spiaggia che non ve la danno, non c’è niente di meglio che regalarvi due sane risate.

Annuncio così il terzo ospite della TrashCup. Dopo Gianfranco Marziano ed Alberto Donatelli, ci è venuto a trovare Frank Tellina.

Francesco Vitiello, questo il vero nome del cantautore napoletano, è un ottimo musicista, che, dopo diverse esperienze “seriose”, ha deciso di costruirsi il personaggio di Frank Tellina e di darsi alla musica ironica e demenziale. Tuttavia, chi pensa di trovarsi di fronte ad un comico, si sbaglia: “Io non sono un comico, sono solo un musicista ironico che cerca di portare il buonumore alla gente attraverso la musica”, ci spiega Frank. Insomma, il Tellina è prima di tutto un musicista. Non a caso i suoi maestri ispiratori sono i mitici Squallor “che io adoro per la loro genialità: il perfetto connubio tra demenzialità e qualità musicale assoluta. Sono stati grandi e coraggiosi, si sono avvalsi sempre di musicisti di serie A e gli stessi componenti del gruppo erano geni musicali, come Totò Savio. Per gli stessi motivi stimo molto anche Elio e le Storie Tese.

La produzione musicale tellinica può essere divisa in tre filoni diversi:

  1. La parodia del cantante neomelodico. Frank riprende e canzona gli stereotipi che emergono in quel genere di canzoni, che noi della TrashCup conosciamo molto bene: l’attenzione per il look, la fidanzata dai genitori ossessivi, il triangolo amoroso, un concetto sui generis di obbligo civile, l’attaccamento alla città natale. La parodia diverte, ma ha due limiti. Il primo è che non è esportabile al di fuori della Campania, ma il cantante afferma: “Al momento mi accontento di restarmene qui buono buono con la mia fetta di pubblico, poi si vedrà”. Il secondo è che molti di quegli stereotipi sono già stati utilizzati da un altro cantante napoletano, Tony Tammaro: “Non nego l’influenza di Tony, perché sono un suo grande fan ed amico: – spiega Tellina – il filone ironico ed il messaggio demenziale che utilizziamo è lo stesso. Però abbiamo due stili completamente diversi sia nel cantare che nell’arrangiare i brani. Da una parte è diverso il concetto parodistico: lui descrive principalmente situazioni “tamarre” con uno slang grottesco e personalizzato, io mi spingo più nel parodiare cantanti neomelodici. Inoltre curo tantissimo le armonie e gli arrangiamenti stando sempre attento a ricercare la qualità e la musicalità.” Ultimamente, in questo filone, Frank è molto cresciuto, avendo avuto la geniale idea di utilizzare testi “neomelodici” su musiche completamente lontane da quel genere: ecco così che esce il reggae “’O motorino”, la dance di “Vaco pazzo ‘e te” e le versioni rock steady di due classici della canzone neopartenopea come “Mente e cuore” di Nino D’Angelo e “Annarè” di Gigi D’Alessio.
  2. La napoletanizzazione dei cartoni animati. Gli eroi giapponesi vengono completamente snaturati ed inseriti nel contesto attuale, dove perdono tutto ciò che hanno di eroico. Così Jeeg Robot si trova vittima di ragazzini di strada che giocano a calcio con la sua testa; Mazinga diventa “Zozzimma”, un robot che non cura la propria igiene; Judo Boy è un malvivente; Ufo Robot è un robot da cucina, tra l’altro, non apprezzato dalle casalinghe napoletane; e, nella parodia più geniale, Tigerman diventa “Tay Gay Man”, un travestito con la maschera da tigre che (com)batte con amore.
  3. La produzione originale, ovvero quelle canzoni in cui non viene parodiato nulla ma, per dirla con le parole di Frank, “si scherza su argomenti a 360 gradi”. E qui, a mio avviso, emerge il miglior Tellina, capace di unire eccellenti musiche ad argomenti mai affrontati, e trattati con uno squisito umorismo: “Vieni già mangiato” espone il problema del budget limitato a disposizione di un organizzatore di party; “Plagio” palesa le difficoltà di chi vuole comporre una melodia originale; “Dear Rea” è un astuto doppio senso che coinvolge, da una parte, il cuore, e, dall’altra, l’intestino; mentre “Stò niro” è un parallelismo tra la mancanza di denaro di un immigrato e quella di un italiano.

 Il brano che presentiamo in questo blog è “Vaco pazzo ‘e te”, l’ultimo inedito di Frank. Oramai, dopo otto mesi di TrashCup, voi trashini dovreste essere abbastanza maturi da capire la parodia di un neomelodico. In particolare, il video in questione, che già nel titolo richiama un brano neomelodico (di Ciro Rigione), trasuda (volutamente) tammarraggine da qualsiasi punto di vista. A partire dal testo della canzone, che contiene tutti gli stereotipi di cui abbiamo parlato precedentemente, a cui si aggiunge un interesse per il cibo non proprio leggerissimo (“fai risplendere il tuo viso tra un crocchè e ‘na palla ‘e riso”, “tengo proprio genio di un cornetto a nutella”). Poi c’è la base dance, che accompagnata alle immagini della disco affollata, del cantante dal look trasgressivo (occhialone, collanina di ferro e giacca fatta con sacchetti di monnezza) e del balletto con i gomiti sul tormentone “A A A arrevutamm ‘o locale, B B B bire ‘e nun te fa male”, ricrea alla perfezione l’effetto “discoteca di Varcaturo”. Infine la presenza del manager camorrista e del parrucchiere che utilizza il phon a guisa di pistola impreziosisce il tutto, donandoci così questo gioiellino di musica finto-trash.

 

 

 

Abbiamo approfittato dell’estrema gentilezza di Frank, per porgli, ovviamente, anche qualche domanda sul trash italiano e napoletano. Ecco il responso:

 

Qual è la tua opinione sulla musica neomelodica?

È una realtà che c’è sempre stata, musica di quartiere che in qualche modo contribuisce ad un certo folklore della città. Io non mi permetto di giudicare i cantanti neomelodici né voglio snobbarli, però devo dire con estrema sincerità che alcuni di loro a mio avviso sono vergognosi, soprattutto quelli che sono convinti di essere grandi star e non azzeccano neanche una parola in italiano.

Il cantante (napoletano o italiano) che consideri più trash?

Gigione

Dei quattro artisti rimasti in gara della nostra competizione (La Piccola Anna, Giuseppe Junior, Karim Capuano e Solange) chi merita di vincere secondo te?

Purtroppo nella mia ignoranza ammetto di non conoscerli. Ma Solange non era quella specie di stilista che ha fatto “La fattoria”?

Sì, Frank, proprio lui.

 

 

Bene, cari trashini, le prossime due settimane avremo un po’ di “Youtrash”, ovvero ricerca di trash internettiano. Ma da settembre, riprenderà la gara.

 

Stay tuned!

Annunci

Pubblicato 12 agosto 2009 da trashcup in Senza categoria

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: