6° ottavo di finale: Gioia e tristezza

Cari trashini,

dopo il titanico scontro tra sacro e profano, torniamo alla più classica delle sfide, ovvero canzone triste contro canzone allegra. Le due tipologie di canzone trovano la loro perfetta rappresentazione in brani come “Senz’e te so’ ‘na vela stracciata”,  che incarna lo struggente stato d’animo di un uomo lasciato dalla sua lei, e “Sole Solange”, un allegro tormentone che può accompagnare la vostra estate. Trashine e trashini, ecco a voi

 

GIANNI CELESTE vs SOLANGE

 

Per “Napoli”, c’è Gianni Celeste, un pilastro della canzone neomelodica, l’uomo che ha abbandonato luogo (Catania) e lavoro (meccanico) d’origine per allietare il mondo con i suoi vagiti. Il risultato è che oggi Gianni vanta un business da far impallidire Bill Gates. Magliette, fasce, calendari, perfino cuscini a forma di cuori, tutti con la sua neanche tanto piacente immagine: questo è quanto oggi potete acquistare, per far schiattare di invidia i vostri amici.

Senz’e te so’ ‘na vela stracciata”, una frase che qualsiasi donna vorrebbe sentirsi dire, concentra in sé tutte le caratteristiche fondamentali della celestiale musica di Celeste: base presa in prestito da qualche requiem, interpretazione sofferta, a metà tra il pianto ed il lamento, e soprattutto una serie di strascichi vocali e vibrati labbiali, al cui confronto Gigi D’Alessio è un dilettante. Gianni Celeste, una simpatica alternativa al suicidio.

Così Gianni Celeste nel turno precedente

 

 

Il “Resto d’Italia” è invece targato Paolo Bucinelli, meglio noto come Solange. Reso famoso grazie a Buona Domenica (che non se ne lascia sfuggire uno!) per le sue innate e convincenti doti di sensitivo, questo maschio toscano ha regalato momenti di alta TV, come la lite con strascino con la collega Sirio e la frase urlata al rapper BJ “Guarda come sei conciato!”. Ma quasi tutti trascurano (forse volontariamente) l’attività canora di quest’uom … ehm, di Solange.

Dopo qualche singolo negli anni Ottanta, infatti, Solange è ritornato in sala d’incisione a 54 anni, nel 2006, incidendo “Sole Solange” e girando anche un ricercato videoclip promozionale. In quest’ultimo Solange entra in scena probabilmente dopo essersi fatto uno shampoo alla mayonnaise, zompetta come un pinguino sieropositivo e proferisce terrificanti frasi come ‘Se alle volte ti sento un po’ strano, è solamente per fare casino’: insomma, una summa di come non vogliamo invecchiare.

Così Solange nel turno precedente

 

 

Ora che avete avuto modo di rivedere queste due perle, sta a voi. Chi volete far approdare ai quarti? Qual è il genere di canzone è giusto far proseguire? Il pezzo triste e piagnucoloso, strenuamente difeso da Gianni Celeste, o il pezzo spensierato e (di)sgraziato,  che ha il suo paladino in Solange? A voi la scelta.

 

3, 2, 1 … VOTATE!

 

PS Ricordiamo il link del gruppo Facebook dedicato alla TrashCup

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Pubblicato 4 giugno 2009 da trashcup in Senza categoria

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