2° ottavo di finale: Un po’ di contraddittorio

Cari trashini,

dopo tante sfide a tema, questa settimana mettiamo di fronte due brani completamente diversi tra loro: da una parte c’è “E mi si sora”, un pezzo cantautorale ed impegnato, incentrato sul delicato tema del rapporto fraterno, dall’altra c’è “Ambarabà”, una scanzonata cover che dona allegria. In parole povere, da una parte la riflessione, dall’altra il divertimento. Ragione contro istinto, ovvero

 

GINO DEL MIRO vs NILLA PIZZI E MARIA TERESA RUTA

 

Per “Napoli” c’è Gino Del Miro, degno rappresentante del neomelodico anni 90. Quasi tutta la produzione musicale del giuglianese tratta argomenti molto gioiosi, come le morti, i rimorsi di coscienza, gli omicidi, i contrastati rapporti familiari, le difficoltà dei portatori di handicap, le vendette trasversali: una canzone di Laura Pausini in confronto sembra una di DJ Francesco.

Tant’è che “E mi si sora”, la canzone qui proposta, è una delle più allegre, sia perché non ci esce nessun morto sia per il felice epilogo della storia raccontata. Infatti, dopo il cupo inizio, con Gino che nota la sofferenza amorosa della sorella, il buon Del Miro decide di rimpiazzare la figura del pater familias e di far capire all’ex cognato i suoi errori, seppure in maniera diplomatica e ricordando le leggi dell’amore e della concordia universale. Si insinua dunque in una partita di biliardo del giovane, facendogli riscoprire il palese amore che egli ancora prova.

Così Gino Del Miro nel turno precedente

 

 

Il “Resto d’Italia” propone invece l’unico duo rimasto nella TrashCup, Nilla Pizzi e Maria Teresa Ruta, una coppia omogenea quanto potrebbero esserlo Simona Ventura e Margherita Hack. Da una parte, la conduttrice storica de “La domenica sportiva” con qualche incursione nella musica (di cui il mondo si chiede il perché), dall’altra un’artista che canta più o meno da quando si è estinto il Tirannosauro Rex, e che fu, tra l’altro, censurata dal fascismo.

Le censura fascista fu ovviamente assurda, però se sei anni fa avessero censurato anche “Ambarabà”, neanche la CGIL avrebbe protestato. “Ambarabà” è la traduzione quasi letterale del tormentone “Asereje” delle Las Ketchup, con qualche modifica rispetto all’originale. Come le frasi dal soggetto ignoto (‘Va veloce come un treno e si balla senza freno mentre ascolti questo ritmo ragatanga’) e la filastrocca delle civette sul comò, collocata alla cazzo di cane nel ritornello.

Così Nilla Pizzi e Maria Teresa Ruta nel turno precedente

 

 

Ora che avete avuto modo di rivedere queste due perle, sta a voi. Chi volete far approdare ai quarti? Quale storia volete portare avanti? L’immolazione di Gino Del Miro in nome dell’amor fraterno o le mirabolanti avventure di Diego raccontate dalla coppia Pizzi/Ruta? A voi la scelta.

 

3, 2, 1 … VOTATE!

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Pubblicato 7 maggio 2009 da trashcup in Senza categoria

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