15ª sfida: Si balla!

Cari trashini,

arrivati, con la sfida n.15, quasi al termine del primo turno, direi che sia giusto mettere un po’ da parte i temi forti e tristi che hanno caratterizzato le ultime sfide, ed ascoltare invece due pezzi, intitolati “La foglia di bambù” e “Triccheballacche (la cammellata)” rispettivamente, che metteranno in voi la voglia di accendere qualche luce psichedelica, alzare al massimo il volume delle casse e ballare fino a tarda mattina. E quando lo farete, ringrazierete

 

FRANCO STACO vs ORLANDO PORTENTO

 

Franco Staco è uno dei tanti siciliani che si fa portavoce di “Napoli” e della neomelodia partenopea: abbiamo già conosciuto Gianni Celeste, ed ora c’è spazio anche per questo interprete un po’ meno noto. Biografia di Franco Staco: … Andiamo sul suo sito e, cliccando alla voce “biografia”, esce una pagina bianca: forse la sua vita non ha avuto nulla che valga la pena ricordare. Vediamo invece la sua ricca produzione discografica (circa 30 album), che parte dal 1991 ed arriva ad oggi. C’è una forte preponderanza della canzoni d’amore, preferibilmente lagnanti e polpettose, ma non mancano tuttavia messaggi di solidarietà ai contrabbandieri, per la loro vita difficile, ed ai drogati che ‘so’ buoni guaglioni’. E poi ci sono anche i pezzi allegri, come la cover di “Trapanarella” (che fanno quasi tutti) e l’omaggio a Totò Schillaci, che l’ha fatto finire su “Mai dire TV” sotto le mire della Gialappa’s.

E poi c’è “La foglia di bambù”, che è il modo più originale che abbia mai sentito per indicare l’apparato riproduttore femminile. Il brano (concepito nel ’97) parte in maniera melodiosa, con Franco che elogia occhi, mani e capelli di una pulzella, ma sottolinea che c’è una cosa in particolare che lui ama di lei: ed indovinate cos’è? ‘È quella foglia di bambù!!!’ E dopo questa sconcertante rivelazione, parte una trascinante base dance, così moderna da far sembrare i Ricchi e Poveri dei DJ di musica house, che ci perseguiterà per tutta la canzone. Ballando ballando, Franco afferma che in situazioni intime la foglia di bambù gli fa ‘perdere ‘o rispietto’ per la donna, e poi condisce tutte le sue osservazioni con un ‘bum bum bù’ (da notare: assonante col ‘bambù’), ripetuto insistentemente come il verbo ‘giurare’ in una canzone di Paolo Meneguzzi. Il video mostra Franco che balla in una discoteca, già utilizzata per qualche film di Alvaro Vitali, ma, poiché non si trova la versione integrale di questo video, ci limitiamo di seguito ad ascoltare il brano.

 

 

Per il “Resto d’Italia”, c’è invece il simpaticissimo Orlando Portento, meglio noto come (ex) marito di Angela Cavagna. Ma Orlando Portento è prima di tutto un gran mattacchione.  Nasce a Bagnara Calabra, ma sul suo blog scrive che è nato in Austria, perché è spiritoso. Dopo la sua carriera calcistica nella Sampdoria, inizia a fare cabaret e si incazza per il successo di Beppe Grillo, che, in realtà, ha copiato tutto da lui: questo lo dice Portento, e noi, ovviamente ci crediamo. Inizia ad apparire su importanti emittenti, come Telegenova, Telenord ed Antenna 3. Viene anche chiamato per qualche programma Rai, ma ogni volta viene sistematicamente cacciato per qualche parola o battuta di troppo nei confronti di qualcuno. Nel frattempo è anche autore della Cavagna. Orlando raggiunge l’exploit televisivo mettendo in piedi una sceneggiata al reality “La fattoria”, dove denuncia chissà cosa dopo l’eliminazione della moglie.

Proprio in quell’occasione, lancia gli esilaranti tormentoni “Tricche ballacche” e “cammellata”, che, di per sé, non significano un beatissimo, ma bastano per fare del Portento un volto di spicco della TV inutile. I due tormentoni sono uniti in “Triccheballacche (la cammellata)”, una canzone, interessante quanto una notizia del TGCOM, presentata a “Buona domenica” (e dove, se no?) da un entusiasta Claudio Lippi. Orlando è accompagnato da due giovani pulzelle (le quali un giorno potranno raccontare orgogliosamente ai loro figli questo momento di gloria), che si occupano di cori e coreografie. Ovvero di quasi tutta la canzone. Orlando mette in luce tutta la sua simpatia, intervenendo con sagaci battute che farebbero sembrare Martufello uno dei fratelli Marx (la più divertente è ‘mia moglie, cioè me medesima’). Ma soprattutto raggiunge un primato: quello di non azzeccare manco una parola del playback. Delle sue doti danzerine preferiamo non parlarne. Eh sì, Grillo ha copiato tutto da lui..

 

 

I video li avete visti, le canzoni le avete ascoltate. Non vi resta che votare. A chi volete far passare il turno? Con quale tormentone volete continuare a ballare? Col “bum bum bù” di Franco Staco o col “Tricche ballacche” di Portento? A voi la scelta.

 

3, 2, 1 … VOTATE!

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Pubblicato 9 aprile 2009 da trashcup in Senza categoria

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