Archivio per aprile 2009

1° ottavo di finale: L’importanza di farlo

Cari trashini,

come tutti sappiamo il sesso ha una duplice funzione: una ludica e terrena, l’altra spirituale e procreativa. L’approccio dell’essere umano alla pratica sessuale può essere motivato dall’uno o dall’altro scopo. Tuttavia, quando il proprio partner non condivide l’intenzione di dileggiare, come in “Sabato sera”, o di procreare, come in “Cosa ti resta”, ecco che nascono profondi stati di crisi psichiche. E proprio di queste crisi che ci raccontano, in questo primo ottavo,

 

IDA RENDANO vs KARIM CAPUANO

 

Ida Rendano da oltre un decennio rappresenta una parte della musica di “Napoli”, e dunque può farlo anche in questa sfida della TrashCup. La sua carriera artistica ha una coerenza ed un’omogeneità paragonabili alla linea di pensiero del PD: ha cominciato cantando Mia Martini, per poi farsi scrivere le canzoni da Gigi D’Alessio; ha presentato degli inediti scritti da Totò, per poi farsi arrangiare gli ultimi album da Gianni Fiorellino.

Trashamente parlando, il periodo più interessante è quello dalessiano, da cui andiamo a pescare questa “Sabato sera”, in cui Ida interpreta una ragazza, con strani gusti in fatto di arredamento, intenta a prepararsi, tra ‘calze blu’ che ‘ so’ vulate’ e ‘seno quasi nudo’, nella maniera più zoccolesca possibile, al fine di stuzzicare gli ormoni del suo boyfriend. Ma quel pesce lesso del fidanzato si limita al platonismo, lasciando la povera Rendano tra scoramento e perplessità.

Ida Rendano nel turno precedente

 

 

Il “Resto d’Italia” risponde col poliedrico Antonio Capuano, che ha mutato il suo nome in Karim, per apparire più figo a “Uomini e donne”, trasmissione che l’ha lanciato (e questo già dice molto). Ma Karim non è solo un tronista e il ‘vincitore morale’ (come pubblicizza sul suo sito) de “La talpa 2003”, ma anche un attore e un cantante, avendo seguito ben tre corsi di recitazione (forse perché veniva bocciato…) e avendo studiato canto molto probabilmente al RuttoSound.

Tutte le doti espressive, recitative e canore del talento nativo di Barletta sono riassunte nel videoclip di “Cosa ti resta”, dove Karim chiede disperatamente un figlio alla sua compagna, la quale pensa invece solo alla carriera e al suo ‘vestito corto’. Il video amplifica magistralmente l’inquietudine emergente dal brano grazie a memorabili scene, come la bimba che affoga in una piscina rosso sangue e l’estenuante e disperata (nonché inutile) corsa finale di Karim, vista al rallentatore.

Karim Capuano nel turno precedente

 

 

Ora che avete avuto modo di rivedere queste due perle, sta a voi. Chi volete far approdare ai quarti? Quale appello accorato vi sembra più convincente? Il bisogno di carnalità di Ida o il desiderio di paternità di Karim? A voi la scelta.

 

3, 2, 1 … VOTATE!

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Pubblicato 30 aprile 2009 da trashcup in Senza categoria

Una sigaretta per rilassarsi

Cari trashini,

siamo arrivati al primo giro di boa. Il primo turno è terminato e dalla settimana prossima inizieranno gli ottavi di finale.

Ringraziamo i 22 che, chi più chi meno, si sono fatti vivi in questo blog per esprimere il loro trash-voto. Ci auguriamo che questo numero cresca a partire dal prossimo turno, anche perché si inizierà a fare sul serio.

Sono 16 gli artisti in gara rimasti, e tutti di un livello trash elevato. Qualcuno già azzarda i nomi dei probabili vincitori: tra i favoriti ci sono, da una parte, Raffaello e Giuseppe Junior, e, dall’altra Karim Capuano, Cicciolina ed Andrea Vantini. Non sono mancate al primo turno esclusioni illustri (in qualche caso accompagnate da polemiche) come quelle “napoletane” di Zuccherino e Tommy Riccio e quelle “italiane” di Luca d’Ammonio e le Lollipop.

La cosa adesso si fa seria, dunque attenti nella votazione e ricordate che il voto va dato al cantante/canzone più trash. Per chi ancora non avesse bene in mente la definizione di trash (ma in questo blog soggetti di questo tipo se ne trovano pochi…) riscriviamo quella di wikipedia:


Termine inglese entrato nell’uso anche in italiano per riferirsi a espressioni artistiche o forme di intrattenimento di basso profilo culturale. L’espressione non ha sempre un connotato negativo.

 

Ricordiamo chi è rimasto in gara:

 

SQUADRA “NAPOLI”

 

GIANNI CELESTE

GINO DEL MIRO

GIUSEPPE JUNIOR

LIAN

LA PICCOLA ANNA

RAFFAELLO

IDA RENDANO

 

SQUADRA “RESTO D’ITALIA”

 

ALBANO

KARIM CAPUANO

CICCIOLINA

KALIEF

LOREDANA LECCISO

NILLA PIZZI E MARIA TERESA RUTA

ORLANDO PORTENTO

SOLANGE

ANDREA VANTINI

 

Sette della squadra “Napoli”, nove di quella del “Resto d’Italia”. Pertanto uno degli ottavi di finale sarà un derby ‘italiano’. La partita tra le due squadre, comunque, è al momento in perfetta ed assoluta parità:

 

NAPOLI                       63 voti totali (50%)

RESTO D’ITALIA        63 voti totali (50%)

 

 

In ogni caso, questa settimana ci riposiamo, e dopo aver dedicato tanto spazio a chi fa ridere (o piangere) involontariamente, ospitiamo qualcuno che faccia ridere volontariamente.

 

Sono dunque lieto di presentare nel blog della TrashCup Gianfranco Marziano, uno che con il trash in realtà c’entra molto poco. Non saprei come definire il Faraone (questo il suo soprannome), se cantante, poeta, artista, etc. Allora preferisco utilizzare la definizione che lui stesso dà di sé: “una persona che nun ha mai fatto ‘nu cazz nella vita”, e, per ammazzare il tempo, “ha prodotto un quantitativo di strunzate impressionante”. Per ‘strunzate’ si intendono canzoni, poesiole, racconti, romanzi, vignette, ed altro ancora. Quasi tutta la produzione del salernitano (nativo di Mercatello) è accomunata da un linguaggio estremamente scurrile e triviale, molto spesso anche blasfemo, con frequenti ricorsi alla bestemmia. Questo è il motivo per cui difficilmente la musica di Gianfranco piace all’impatto, alimentato comunque dal fatto che Marziano, pur essendo un ottimo musicista, non abbia grandi doti canore. Tuttavia, la volgarità del Faraone non rimane quasi mai fine a se stessa, ma è sempre tesa ad illustrare situazioni di vita reale, ad analizzare stati d’animo di alcune tipologie di persone, in alcuni casi anche a denunciare alcuni comportamenti comuni. E spesso il quadro che ne esce, al di là del divertimento procurato da un modo certamente non convenzionale di raccontare le cose, non è ottimistico, ma denota anzi rabbia, sfiducia e, in qualche caso, rassegnazione. Su un forum musicale, lessi “Marziano al primo ascolto scandalizza, al secondo diverte, al terzo fa riflettere”. Mi sento di condividere appieno questa osservazione.

Propongo di seguito la canzone “Gigino MS” (inserita su un video live degli X Japan), profilo del disadattato sociale, senza voglia di farsi una posizione e che passa il tempo tra tornei al bar, fumo, un po’ di musica e tanto buon autoerotismo. Il tutto condito da deliziosi assoli di chitarra.

 

 

 

Cari trashini, adesso la gara riprende. Tra sette giorni, il primo ottavo di finale.

Stay tuned!

Pubblicato 23 aprile 2009 da trashcup in Senza categoria

Risultato 16ª sfida

 
 
 
 
GIUSEPPE JUNIOR batte Gaia e Luna 7-1
 
e passa il turno con l’88% delle preferenze
 
 
 
 

Pubblicato 23 aprile 2009 da trashcup in Senza categoria

16ª sfida: Per i più piccini

Cari trashini,

l’ultimo incontro del primo turno della TrashCup è tutto dedicato ai baby artisti, gli eredi di Gigi D’Alessio e di Paola e Chiara rispettivamente. Questi giovani cantanti in erba hanno il merito di cimentarsi in temi generalmente non consoni a dei pargoli, quali il sesso, come accade in “Bellissima”, ed apologesi di tossicomani, come avviene invece in “Come Vasco Rossi”. Loro si chiamano, rispettivamente,

 

GIUSEPPE JUNIOR vs GAIA E LUNA

 

La squadra “Napoli” già ci ha dato modo di parlare di Rino Chiangiano, produttore di un’infinità di mini-neomelodici. Il suo pezzo da 90 era il Piccolo Nardi, ma la sua carriera artistica è stata bruscamente interrotta a causa di un arresto per spaccio di droga. Ma, morto un papa se ne fa un altro, e Giuseppe Junior ha tutte le carte in regola per essere il nuovo asso nella manica del buon Rino. Questo panzarottino dei vicoli, dalle movenze e dalla vocina di un piccolo giullare di una corte austriaca dell’Ottocento, nella sua pur breve produzione musicale, è stato in grado di affrontare diversi temi, dalle immancabili preghiere ed altrettanto immancabili storie di malavita, alle canzoni da matrimonio. Ma Giuseppe Junior dà il massimo quando si cala nei panni del corteggiatore, ‘’o sciupafemmene’. E lì, non ce n’è più per nessuno.

Emblema di tutto ciò è il brano “Bellissima”, meglio nota nello hinterland napoletano come “’a minigonna”, dove Giuseppino non si fa intimidire dalla sua giovanissima età (11 anni al massimo) e chiede alla sua fidanzatina, incomprensibilmente recalcitrante, un’esperienza di sesso. Guidato dalla sentenza ‘l’amore, sai, no, nun tene età’, Giuseppe dimostra veramente di saper prendere le donne: si passa dagli incoraggiamenti (‘nun te preoccupà, sarà bello dai’) ad atteggiamenti da vero galantuomo, come il girarsi mentre lei si spoglia ed offrirle una coca (da notare che non offre alcolici, troppo prematuri a quell’età), fino a manifestazioni di amore puro, come l’immaginare ed il vedere una vita nuziale con la sua bimba. 10 anni, ma idee chiare. Giuseppe è invece più secco nel ritornello, dove, incapace di tenere a freno le sue mani ‘scostumate’ e la sua ‘atrenalina’ a mille, le chiede un perentorio ‘E levatella ‘a minigonna’, al quale segue un ‘Vola via il mio pantalone’. Imparate, ragazzi, imparate!

 

 

Il “Resto d’Italia” risponde con Gaia e Luna, due bimbe carine, nate rispettivamente nel 1998 e nel 2001. Già nel 2005, nonostante l’età infantile, sono riuscite ad incidere una canzoncina: il fatto che loro padre, Agostino Carollo, sia un produttore e musicista è solo una coincidenza. Stranamente, è stato proprio il padre a cercare di creare un alone “mediatico” attorno alle sue pargolette, mettendole perfino faccia a faccia in un’entusiasmante intervista doppia (domande del tipo “Vuoi bene a tua sorella?”). Il primo singolo (“Snappy il piccolo coccodrillo”) della minicoppia è passato per lo più inosservato. Ma il successivo, “Come Vasco Rossi”, becero omaggio al rocker di Zocca, è stato il più scaricato da I-tunes (superando anche Vasco Rossi stesso) ed è entrato fino al tredicesimo posto di Hitlist Italia. Il percorso musicale di Gaia e Luna continua imperterrito, ma altri boom non sono ancora arrivati.

Come Vasco Rossi”, singolo datato 2007, è un degno concorrente della TrashCup. Le due bimbe, con tanto di chitarra dietro le spalle, manco fossero le figlie adottive di Ligabue, sciorinano una serie di citazioni del Blasco, con l’abilità di depauperarle dal loro significato (sempre ammesso che le canzoni originali ne avessero uno): escono così frasi altamente ermetiche come ‘Vorrei vedere l’albachiara perché siamo solo noi’ e ‘cammino fischiettando per la strada, basta poco e ogni volta bollicine’. In realtà l’omaggio sembra essere a tutta la musica, italiana e non, dal momento che l’incipit ‘Vorrei essere come Vasco Rossi’ è una versione ammosciata dell’”Antonacci” di Cristicchi, il ritornello ‘Vasco lo sai, per me sei un dio, spero che un giorno lo sia anch’io’ richiama, nel ritmo, “All good things” di Nelly Furtado, e non mancano frasi da Zecchino d’Oro (‘dov’è finita la combriscola del Vasco? Dai, andiamo a cercarla dentro al bosco!’).

 

 

I video li avete visti, le canzoni le avete ascoltate. Non vi resta che votare. A chi volete far passare il turno? Quale argomento scandaloso volete che continui ad essere illustrato da bambini? Il sesso, come fa Giuseppe Junior, o Vasco Rossi, come fanno Gaia e Luna? A voi la scelta.

 

3, 2, 1 … VOTATE!

Pubblicato 16 aprile 2009 da trashcup in Senza categoria

Risultato 15ª sfida

 
 
 
 
ORLANDO PORTENTO batte Franco Staco 4-3
 
e passa il turno con il 57% delle preferenze
 
 
 
 

Pubblicato 16 aprile 2009 da trashcup in Senza categoria

15ª sfida: Si balla!

Cari trashini,

arrivati, con la sfida n.15, quasi al termine del primo turno, direi che sia giusto mettere un po’ da parte i temi forti e tristi che hanno caratterizzato le ultime sfide, ed ascoltare invece due pezzi, intitolati “La foglia di bambù” e “Triccheballacche (la cammellata)” rispettivamente, che metteranno in voi la voglia di accendere qualche luce psichedelica, alzare al massimo il volume delle casse e ballare fino a tarda mattina. E quando lo farete, ringrazierete

 

FRANCO STACO vs ORLANDO PORTENTO

 

Franco Staco è uno dei tanti siciliani che si fa portavoce di “Napoli” e della neomelodia partenopea: abbiamo già conosciuto Gianni Celeste, ed ora c’è spazio anche per questo interprete un po’ meno noto. Biografia di Franco Staco: … Andiamo sul suo sito e, cliccando alla voce “biografia”, esce una pagina bianca: forse la sua vita non ha avuto nulla che valga la pena ricordare. Vediamo invece la sua ricca produzione discografica (circa 30 album), che parte dal 1991 ed arriva ad oggi. C’è una forte preponderanza della canzoni d’amore, preferibilmente lagnanti e polpettose, ma non mancano tuttavia messaggi di solidarietà ai contrabbandieri, per la loro vita difficile, ed ai drogati che ‘so’ buoni guaglioni’. E poi ci sono anche i pezzi allegri, come la cover di “Trapanarella” (che fanno quasi tutti) e l’omaggio a Totò Schillaci, che l’ha fatto finire su “Mai dire TV” sotto le mire della Gialappa’s.

E poi c’è “La foglia di bambù”, che è il modo più originale che abbia mai sentito per indicare l’apparato riproduttore femminile. Il brano (concepito nel ’97) parte in maniera melodiosa, con Franco che elogia occhi, mani e capelli di una pulzella, ma sottolinea che c’è una cosa in particolare che lui ama di lei: ed indovinate cos’è? ‘È quella foglia di bambù!!!’ E dopo questa sconcertante rivelazione, parte una trascinante base dance, così moderna da far sembrare i Ricchi e Poveri dei DJ di musica house, che ci perseguiterà per tutta la canzone. Ballando ballando, Franco afferma che in situazioni intime la foglia di bambù gli fa ‘perdere ‘o rispietto’ per la donna, e poi condisce tutte le sue osservazioni con un ‘bum bum bù’ (da notare: assonante col ‘bambù’), ripetuto insistentemente come il verbo ‘giurare’ in una canzone di Paolo Meneguzzi. Il video mostra Franco che balla in una discoteca, già utilizzata per qualche film di Alvaro Vitali, ma, poiché non si trova la versione integrale di questo video, ci limitiamo di seguito ad ascoltare il brano.

 

 

Per il “Resto d’Italia”, c’è invece il simpaticissimo Orlando Portento, meglio noto come (ex) marito di Angela Cavagna. Ma Orlando Portento è prima di tutto un gran mattacchione.  Nasce a Bagnara Calabra, ma sul suo blog scrive che è nato in Austria, perché è spiritoso. Dopo la sua carriera calcistica nella Sampdoria, inizia a fare cabaret e si incazza per il successo di Beppe Grillo, che, in realtà, ha copiato tutto da lui: questo lo dice Portento, e noi, ovviamente ci crediamo. Inizia ad apparire su importanti emittenti, come Telegenova, Telenord ed Antenna 3. Viene anche chiamato per qualche programma Rai, ma ogni volta viene sistematicamente cacciato per qualche parola o battuta di troppo nei confronti di qualcuno. Nel frattempo è anche autore della Cavagna. Orlando raggiunge l’exploit televisivo mettendo in piedi una sceneggiata al reality “La fattoria”, dove denuncia chissà cosa dopo l’eliminazione della moglie.

Proprio in quell’occasione, lancia gli esilaranti tormentoni “Tricche ballacche” e “cammellata”, che, di per sé, non significano un beatissimo, ma bastano per fare del Portento un volto di spicco della TV inutile. I due tormentoni sono uniti in “Triccheballacche (la cammellata)”, una canzone, interessante quanto una notizia del TGCOM, presentata a “Buona domenica” (e dove, se no?) da un entusiasta Claudio Lippi. Orlando è accompagnato da due giovani pulzelle (le quali un giorno potranno raccontare orgogliosamente ai loro figli questo momento di gloria), che si occupano di cori e coreografie. Ovvero di quasi tutta la canzone. Orlando mette in luce tutta la sua simpatia, intervenendo con sagaci battute che farebbero sembrare Martufello uno dei fratelli Marx (la più divertente è ‘mia moglie, cioè me medesima’). Ma soprattutto raggiunge un primato: quello di non azzeccare manco una parola del playback. Delle sue doti danzerine preferiamo non parlarne. Eh sì, Grillo ha copiato tutto da lui..

 

 

I video li avete visti, le canzoni le avete ascoltate. Non vi resta che votare. A chi volete far passare il turno? Con quale tormentone volete continuare a ballare? Col “bum bum bù” di Franco Staco o col “Tricche ballacche” di Portento? A voi la scelta.

 

3, 2, 1 … VOTATE!

Pubblicato 9 aprile 2009 da trashcup in Senza categoria

Risultato 14ª sfida

 
 
 
 
LOREDANA LECCISO batte Maria Nazionale 9-0
 
e passa il turno con l’unanimità delle preferenze
 
 
 
 

Pubblicato 9 aprile 2009 da trashcup in Senza categoria