8ª sfida: Cantiamo bene, e il ballo ci aiuta

Cari trashini,

non è detto che per fare il cantante bisogna obbligatoriamente saper cantare. E di cantanti o anche cantautori, che qualche problema di stonatura ce l’hanno, ce ne sono. Talvolta si cerca di ovviare, accompagnando il canto a delle coreografie. Ma quando anche queste ultime non sono il massimo, come nelle canzoni “Gigino ‘o Bello” e “Batte forte”, ai loro interpreti non rimane che la partecipazione all’ottava sfida della TrashCup, che vede di fronte

 

LA PICCOLA ANNA vs LE LOLLIPOP

 

È una piccola grande artista a difendere l’onore della squadra “Napoli”. Si tratta di una dei tanti enfant prodige scoperti da Rino Chiangiano, cantante e produttore partenopeo, specializzato appunto nella ricerca di talent scout di età compresa tra i 10 e i 12 anni, due dei quali sono tra i 16 ‘napoletani’ della TrashCup. Una è la Piccola Anna, il cui nome d’arte è probabilmente un omaggio all’omonimo personaggio del romanzo “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo, anche se ciò non è confermato in nessuna fonte ufficiale. La Piccola Anna è un’interprete con ogni probabilità made in Torre del Greco, visto che il suo unico videoclip presente sulla rete è stato messo a disposizione dall’emittente locale TeleTorre. La giovane artista ha (almeno) due CD all’attivo, uno insieme ad un altro enfant prodige, Valentino, e l’altro ancora con Valentino oltre che col suo patron Rino Chiangiano.

La Piccola Anna presenta alla TrashCup il suo fidanzatino “Gigino ‘o Bello”, un ‘omm’ (e non un ragazzino!) ‘guappo, frisco, tuosto e prepotente’, tanto da guadagnarsi il nomignolo di “’O Malamente” (ma se “‘O Malamente” è il soprannome, “‘O Bello” è il suo vero cognome?), e soprattutto molto geloso della sua lei. Difatti i ragazzi che guardano la Piccola Anna vanno incontro a frattura di ‘tibia, femore e perone’, a rotture dell’osso del collo o a quattro punti in fronte. La giovane cantante è orgogliosa del suo uomo, ‘n’animale quanno votta ‘e mane’, e con la sua vocina da contralto, la sua dizione tosco-romana e il suo balletto che farebbe impazzire le aspiranti vrenzole delle spiagge di Baia Domizia, manda al paese delle meraviglie i giovani che la importunano, minacciando l’intervento di Gigino. Di cui ascoltiamo la voce (da cui abbiamo la conferma che ‘O Bello è un pedofilo!) ad inizio brano, chiedendosi in perfetto itanapoletano “Dov’è la mia nammorata?”. Da notare in sovrimpressione l’Infolain (scritto proprio così).

 

 

 

 

Per il “Resto d’Italia” presentiamo l’unico gruppo di questa TrashCup. Parliamo delle Lollipop, un pezzotto italiano delle Spice Girls, nato nel 2000 grazie alla trasmissione televisiva Pop Stars, che, non a caso, dopo aver dato vita ad un gruppo simile, non è stata più riproposta. In verità, il primo singolo delle Lollipop (ricordiamo i loro nomi, fa bene alla memoria: Roberta, Veronica, Marcellina, Dominique e Marta), “Down down down”, fu il più venduto nell’estate italiana 2001, con ben 150000 copie. Dopo il successo del primo CD, la girl band ha partecipato a Sanremo cantando per la prima volta in italiano, poi, nel giro di tre anni, ha venduto sempre meno (l’ultimo singolo vendette solo 3500 copie), e, nel 2004, si è sciolta. Quattro di loro (tutte tranne Marta) stanno proseguendo nella musica, ma solo Dominique sta riscotendo un discreto successo, tra l’altro in Francia.

Vediamo di seguito riproposta il primo live in italiano delle Lollipop, ovvero la canzone “Batte forte” presentata al Festival di Sanremo. Con questo capolavoro, le Lollipop giunsero penultime, dietro Mino Reitano e davanti solo i Timoria, ai quali, in seguito a questo risultato, non rimase che sciogliersi. Le strofe della canzone parlano dell’avventura autobiografica delle ‘cinque anime e un’identità’, che minacciavano che il loro feeling sarebbe durato a vita. Il ritornello, invece, è un motivetto d’amore che non c’entra un beatissimo cazzo col resto del brano e che ripete ossessivamente una enigmatica ‘passione tra le lacrime’. Le Lollipop, vestite per l’occasione da uova di Pasqua, mostrarono di essere ‘cinque anime’ più che ‘un’identità’, dal momento che ognuna stonò in modo diverso. Ad accompagnare il tutto, un balletto che ricorda “La Morte del Cigno”, solo che il cigno è morto dopo aver visto quest’esibizione.

 

   

 

   

I video li avete visti, le canzoni le avete ascoltate. Non vi resta che votare. A chi volete far passare il turno? Quale combinata canzone+voce+coreografia vi ha convinto di più, tanto da volerla riascoltare? Quella della Piccola Anna o quella delle Lollipop? A voi la scelta!

 

3, 2, 1 … VOTATE!

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Pubblicato 19 febbraio 2009 da trashcup in Senza categoria

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