6ª sfida: La prima volta di lei

Cari trashini,

un evento cruciale della
vita di una donna è il suo primo approccio alla pratica sessuale. Evento
importante per lei, ma anche per lo sverginatore. Nella sesta sfida della
TrashCup, con le canzoni “Scivola quel jeans” e “Bastardo”,
possiamo renderci conto di come questo argomento può essere affrontato da un
punto di vista sia maschile che femminile. Benvenuti dunque nella tenzone tra
gli artisti

RAFFAELLO vs GLORIA NUTI


L’onore di “Napoli” è
affidato a Raffaele Migliaccio in arte Raffaello, classificato dalla versione
napoletana di Wikipedia come uno dei cantanti neomelodici di maggior successo
(non a torto, visto che ai suoi concerti arrivano anche 7000 spettatori!). Come
per gli altri due neomelodici di successo (Alessio e Rosario Miraggio), i
tratti peculiari di Raffaello sono giovane età (Raffaello è dell’’87), capello
phonato, basettone e, soprattutto, canzone rigorosamente d’amore. In realtà
Raffaello non si considera un neomelodico qualunque, ma il fondatore del
PopNapSound, che non si capisce in cosa differisca dalla musica neomelodica, ma
dire PopNapSound fa più figo. In realtà, dal suo sito in Frontpage, Raffaello
informa che ‘il PopNapSound è ‘una musica sconnessa e distante da cicli di
depressa introspettiva paturnia sociale’. Caspita, che linguaggio forbito!
Chissà quale testo barocco può offrirci questo artista.  Vediamo allora il suo
pezzo più popolare, “Scivola quel jeans”, che, in uno slancio di umiltà,
Raffaello asserisce essere ‘molto più di una canzone’, grazie alla magia della
sua musica. Già il titolo ha un che di poetico: l’uso transitivo del verbo
‘scivolare’ ed il sostantivo ‘jeans’ usato al singolare paiono ricalcare ‘il
zappatore’ leopardiano de “Il Sabato del villaggio”. Passiamo alla canzone.
Raffaello convince una verginella a rompere le sue barriere: la consumazione
dell’amplesso avviene nel ritornello, composto da frasi attaccate con la
sputazza (‘scivola quel jeans/ma che donna sei/battiti nel cuore/non l’avevi
fatto mai’), in seguito al quale cala la melanconia sul volto della ragazza,
consolata in maniera delicata dal boy (‘ma che sciocca sei, quanta guaglioni
comm’a nuje, ‘sti cose l’hanno fatt già!’), che gli propone anche un secondo
atto. Chicca nel videoclip  il tuffo finale in piscina dei due protagonisti,
che non ci appizza una mazza col brano, ma è un modo per contrastare la
depressa introspettiva paturnia sociale. 


         


Per il “Resto d’Italia”,
invece, presentiamo un nome non conosciutissimo, Gloria Nuti, ma che potrebbe
stonare nel marciume della TrashCup. Infatti Gloria Nuti è obiettivamente
un’artista con i controcoglioni. Il suo curriculum parla chiaro: collaborazioni
con la Carrà, Zucchero, Masini, Scialpi, Bocelli, Branduardi, Ladri di
Biciclette, Steve Rogers Band, Renato Zero e Charlie Morgan (batterista di
Elton John). Ha scritto una canzone come “Il mare calmo della sera”, che,
cantata da Andrea Bocelli vinse Sanremo Giovani ’95 e fu esportata in Europa.
Tutto ciò nel quindicennio 1980-95. Poi ha lasciato l’Italia per l’Inghilterra,
e la musica per il cinema, curandosi in particolare delle scenografie. Dal suo
MySpace, leggiamo che attualmente lavora ad un libro ed una mostra di specchi.
In tutto questo, c’è spazio anche per una piccola esperienza da cantante
solista (1988-89). Ma è proprio quello il problema.
Infatti,
nel momento in cui la brava Gloria ha la sua massima visibilità, ovvero il
Festival di Sanremo del 1989, lei canta “Bastardo”, una canzone sulla
prima volta che non convince la giuria dell’Ariston (anche per l’argomento
forte) e dunque non approda in finale. Il pezzo si apre con la Nuti che si
trova sola con il fidanzato ed intuisce vagamente che lui non abbia intenzione
di giocare a Monopoli. Non essendo avvezza a tali atti prosaici, Gloria si
incazza ed urla al suo lui ‘Bastardo, almeno non farmi male!’. A questo punto,
lui, visto che di battere chiodo non è cosa, si veste e fa per andarsene, ma
questa scena probabilmente fa attizzare la Nuti, che, giustamente, si incazza
di nuovo e la sua invettiva si trasforma in ‘Bastardo, almeno fammi provare’.
Insomma, come va va, lui è sempre un bastardo. Per farla breve, “Bastardo
è un tira e molla di quattro minuti e mezzo in cui lei non sa se dargliela o
meno. Il finale non lo riveliamo, per il gusto dell’ascoltatore.


         

I video li avete visti,
le canzoni le avete ascoltate. Non vi resta che votare. A chi volete far
passare il turno? Quale prima esperienza volete riascoltare? Quella della
teenager di Raffaello o quella della matura Gloria Nuti? A voi la scelta!

3, 2, 1 … VOTATE!

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Pubblicato 5 febbraio 2009 da trashcup in Musica

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