4ª sfida: Filastrocche a go-go

Cari trashini,

tutti i bambini, sia di Napoli che del Resto d’Italia, iniziano a parlare con qualche filastrocca. Quando sono più grandicelli, poi, si cimentano anche in qualche scioglilingua. Filastrocche e scioglilingua, siano essi detti popolari o tiritere insensate, talvolta vengono messe in musica, dando origine a qualche canzone ludica. E sono proprio due canzoni ludiche, intitolate rispettivamente “Ally Gally cu’mme” e “Ambarabà”, ad affrontarsi nella quarta sfida della TrashCup, che vede di fronte

 

ROBERTO STALLONE vs NILLA PIZZI E MARIA TERESA RUTA

 

Nel Napoletano, ma oramai in tutto il Centro-Sud italiano, spopola alle feste di paese un cantante di nome Gigione, che deve il proprio successo alla sua musica, che unisce ritmi folk-popolari a testi demenziali, suscitando divertimento ai suoi ascoltatori. Roberto Stallone, rappresentante della squadra “Napoli” in questa sfida, può essere considerato “il Gigione dei poveri”. Diverse le analogie tra i due cantanti: entrambi hanno un figlio cantante, entrambi vantano comparsate nella TV nazionale (Gigione dalla Ventura, Roberto da Bonolis), entrambi attingono alla tradizione, alla musica paesana e ai doppi sensi, coverizzano gli stessi pezzi (prendi il Tic Tic Tac) e spesso anche le canzoni del repertorio sono le stesse (‘’A campagnola’, ‘Trapanarella’). Ma Stallone vende meno. E differisce dal più popolare collega anche per il look: nel vestire, Roberto è più eccentrico ed off-limits (non diremmo mai tamarro).

Con la TrashCup, proviamo a rendere giustizia al pezzo “Ally Gally cu’mme”, che ha al momento appena 97 visualizzazioni su Youtube (di cui 80 mie e le restanti immagino di Stallone stesso). Nella canzone, Stallone, duettando con un’ignota, nonché raffinata, signora, amalgama il celebre ritornello hully gully (che, per Roberto, si chiama Ally Gally) ‘Se prima eravamo in due a ballare l’ally gally, adesso siamo in tre a ballare l’ally gally’, (e così via, incrementando sempre) a perle di saggezza popolare partenopea come ‘Piripicchio e Piripacchio vanno ‘a scola e fanno ‘nguagghie’, ‘Chiove e jesce ‘o sole, tutte ‘ vecchie fanno ammore’ e l’evergreen ‘Caruso melluso mette ‘a capa int’’o pertuso’. Di pregevole fattura il videoclip, che unisce l’ineguagliabile mimica di Stallone, lo studiato balletto di due gradevoli ed eleganti pulzelle, accompagnate dalla signora Stallone (chiamiamola così e buonanotte), ed effetti speciali degni del film “Matrix”.

 

 

  

 

Allo Stallone napoletano, il Resto d’Italia risponde con una strana quanto agghiacciante coppia: Nilla Pizzi e Maria Teresa Ruta. Nilla Pizzi non ha bisogno di presentazioni: pezzi immortali come “Grazie dei fior”, “Vola colomba”, “Papaveri e papere”, due vittorie al Festival di Sanremo, vittorie ai festival di altre città (Napoli, Barcellona, perfino Velletri), per quasi 30 anni, dagli anni ‘40 agli anni ‘70, è stata la reginetta della canzone italiana. E oggi si ricicla da Paolo Limiti. Maria Teresa Ruta, invece, ha fatto la sua fortuna come presentatrice: ricordiamo lo Zecchino d’Oro, la Domenica Sportiva, il Processo del Lunedì, Sala Giochi, e, oggi, Vivere Bene. Ma molti non sanno che l’ex miss Universo ha anche fondato con la figlia Glenda il gruppo musicale, tutto al femminile, Las Margheritas, che propone cover di pezzi noti e, fortunatamente, si esibisce solo nel locale Smaila’s, stando lontano da TV e sale di incisione.

Cosa può accadere se queste due primedonne interagiscono? Accade che esce fuori “Ambarabà”, che altro non è che la versione italiana del tormentone di sei anni fa “Asereje” delle Las Ketchup. La canzone è tratta dal CD “Insieme … si canta meglio”, dove la Pizzi duetta con cantanti scaduti (Bobby Solo, Mino Reitano) o presunti (Platinette, Valeria Marini). Essendo la traduzione dalle Las Ketchup quasi letterale, grazie ad “Ambarabà”, possiamo apprezzare il fantastico contenuto del brano originale, che presenta le avventure di un certo Diego, un tarzaniello coi capelli rasta e i vestiti di marca pezzotta, conosciuto da tutti i DJ, che, quando lo vedono, gli sparano la sua canzone tunz-tunz preferita. Nel ritornello, invece, c’è, senza alcuna motivazione, la filastrocca a luci rosse delle civette che si strombazzano la figlia del dottore sul comò, ma, per non far incazzare il Vaticano, la scena hard è censurata e sostituita da un gallo ed un grillo che cantano, con tanto di ‘chicchirichì’ e ‘cri-cri-cri’.

 

 

  

 

I video li avete visti, le canzoni le avete ascoltate. Non vi resta che votare. A chi volete far passare il turno? Quali filastrocche volete riascoltare per poi impararle ed insegnarle ai vostri figli? Il Piripicchio e il Piripacchio di Stallone o le tre civette dell’accoppiata Pizzi-Ruta? A voi la scelta!

 

3, 2, 1 … VOTATE!

 

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Pubblicato 22 gennaio 2009 da trashcup in Senza categoria

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