3ª sfida: Sei stata lasciata, ma ti sono vicino

Cari trashini,

alcune donne, disperate per l’abbandono del proprio fidanzato, hanno la fortuna di avere un uomo a fianco che si preoccupa di restituire loro la felicità: può essere, ad esempio, il fratello, come nella canzone “E mi sì sora”, che fa il possibile per ricostruire una coppia scoppiata, o addirittura l’ex fidanzato, come nel pezzo “Ragazzina”, che cerca di far capire alla ragazza appena lasciata che la vita va avanti. Quando poi i “consolatori” sono interpreti di grande successo, l’effetto-commozione è assicurato. Quindi preparate i fazzoletti per la sfida n. 3 che vede impegnati

 

GINO DEL MIRO vs LUCA D’AMMONIO

 

Ad alzare la bandiera di “Napoli” in questa sfida è Gino Del Miro, cantante giuglianese degli anni Novanta. Se oggi si hanno sue notizie sulla rete, è grazie a Ciro Ascione in arte Kuros, il più grande trashologo italiano, che si è preoccupato di far conoscere al popolo internettiano tre gemme musicali del repertorio del buon Gino. Il personaggio-chiave della poetica di Del Miro è il killer buono, un uomo che passa il tempo ad ammazzare la gente, ma al contempo è ricco di valori, in primis l’amore per la propria famiglia. Smodato l’affetto soprattutto per le figure femminee, quali la mamma, la moglie e la sorella, il cui onore talvolta non si può difendere con la sola diplomazia e dunque si rende necessario, con grande rammarico dello stesso killer, il ricorso all’omicidio a sangue freddo.

Il brano “E mi sì sora” inizia con Gino che nota la tristezza della sorella, palesata dalla sua inappetenza (‘A pranzo mangi ‘nu panino e ‘nu bicchiere ‘e latte ‘a sera’): la causa di ciò è un amore finito. Essendo la povera ragazza orfana, il fratello maggiore si preoccupa di surrogare il genitore (‘Tu sì crisciuta senza pate, perciò stasera faccio ‘o pate’), e con un perentorio ‘Chi ha fatto male a te, l’adda pavà’, contatta l’ex cognato per parlare con lui, in maniera pacata e tranquilla, di quanto accaduto. Nella seconda parte del video, scopriamo che l’infame è un ragazzo bello e dallo sguardo fiero ed intelligente, che cerca di distrarsi anch’egli dal suo momentaneo dolore, giocando a biliardo con gli amici. Il cuore d’oro Del Miro capisce al volo il disagio del ragazzo e gli basta uno sguardo amorevole a convincere il giovine a rimbroccare la retta via. L’onore della sorella è così salvo e trionfano l’amore, i sentimenti verso la famiglia ed il buon modo di fare, ed il soddisfatto Gino può finalmente deporre la pistola.

 

 

 

Per il “Resto d’Italia” presentiamo invece Luca D’Ammonio. Cheeee??? Non l’avete mai sentito nominare? Male, devo dedurre che non conoscete a fondo la musica italiana. Luca D’Ammonio, infatti, ha sfornato tre o quattro singoli nel biennio 1977-1978, riuscendo con uno, il “Ragazzina” qui presentato, ad entrare anche nella Top Ten dei 45 giri più venduti in Italia (vi giuro, non è una battuta). Se MTV fosse esistito in quel periodo, l’avremmo potuto vedere in qualche rotazione di videoclip musicali. Ma MTV (fortunatamente) non esisteva, e così del D’Ammonio ci restano solo le canzoni, non accompagnate da video. Nei suoi pezzi di maggior successo, la formula è sempre la stessa: base lagnosa con dialogo (parlato!) tra uomo consolatore e donna afflitta e ritornello cantato e smielato.

È esattamente il caso di “Ragazzina”, dove ci troviamo di fronte alla seguente situazione: lui ha lasciato lei e lei, ‘mezza nuda davanti alla finestra’, piange, geme e singhiozza, anche in modo fastidioso, per tutta la durata della canzone. Luca, mosso a compassione, cerca di interrompere lo strazio, prima facendo appello alla vanità della ragazza (‘Come sei buffa! Hai tutto il trucco che ti cola giù dagli occhi’, ma che romanticone!), poi lanciandosi in una tenera metafora (‘Sembri un salice piangente’). La ragazza, a questo punto si rende conto con chi ha avuto a che fare e piange ancora di più, e a D’Ammonio non resta che ricorrere al raffinato ritornello ‘Ragazzina, non sei più una bambina’. Nella seconda strofa, D’Ammonio, contagiato dalla sua ormai ex, sfocia anch’egli in una delirante commozione: scopriamo qui le doti recitative del cantante di fine anni ’70,  la cui interpretazione è convincete quanto il sorriso di Barbara D’Urso. ‘È così difficile dirsi addio’: beh, mica tanto.

 

 

 

I video li avete visti, le canzoni le avete ascoltate. Non vi resta che votare. A chi volete far passare il turno? Chi dei due ‘consolatori’ è più efficace, tanto che viene voglia di riascoltare la sua song? Gino Del Miro o Luca D’Ammonio? A voi la scelta.

3, 2, 1 … VOTATE!

 

Annunci

Pubblicato 15 gennaio 2009 da trashcup in Senza categoria

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: